Olbia ha ricordato con commozione le vittime dell’alluvione che colpì tragicamente la città il 18 novembre di dodici anni fa. Le vittime furono: Sebastiana Brundu, Bruno Fiore, Maria Loriga, Patrizia Corona, Morgana Giagoni, Maria Massa, Enrico Mazzoccu, Francesco Mazzoccu e Anna Ragnedda. I loro nomi sono stati scanditi stamattina nel corso della cerimonia svoltasi in via Escrivà, a pochi passi dai nove monoliti affacciati sul mare che, appunto, sono stati realizzati da Nicola Filia per non cancellare dalla memoria quell’evento ancora vivido nella memoria di una comunità ferita. C’erano anche le scuole, oggi, per testimoniare la vicinanza anche delle giovani generazioni. Con il sottofondo dalle note del coro Lorenzo Perosi diretto da Maria Grazia Garau, di fronte alle autorità, nove rose bianche hanno rappresentato il simbolo della vicinanza alle famiglie delle vittime. “Dobbiamo far conoscere la storia della nostra città – ha sottolineato don Gianni Sini – i 9 monoliti sono lì a rappresentare la rinascita, e a non farci smettere di chiedere perché ciò è accaduto, senza scordare di ringraziare per il dono della vita”. Il sindaco Settimo Nizzi si è soffermato soprattutto sul lavoro che si sta compiendo “da parte dell’amministrazione comunale, con il contributo del ministero delle Infrastrutture e della Regione, per arrivare il più in fretta possibile alla messa in sicurezza della città”. Anche la presidente della Regione Alessandra Todde ha voluto dedicare il suo pensiero alla “tragedia del 2013 che ha messo in evidenza le fragilità del nostro territorio e la scarsa pianificazione. Simili tragedie vanno evitate ed è necessario lavorare insieme per rafforzare la prevenzione, la gestione del rischio, la cura dei bacini idrografici, la messa in sicurezza dei corsi d’acqua, le opere primarie e secondarie che rendono un territorio davvero protetto. Ci stiamo impegnando per questo».