Come anticipato in un precedente articolo, oggi è giunta in redazione la mail di un cittadino di Olbia, padre di famiglia, impegnato nel sociale, imprenditore, figlio di una famiglia di olbiesi doc, che ci chiede esplicitamente di rendere pubblico il suo pensiero e spiega il motivo per cui desidera che non compaia la sua firma: “Non per paura o timore ma perché… il tema è la squadra e non chi ne parla”. Lo chiameremo senza aver chiesto il suo consenso Simplicio Terranova, in ossequio al patrono della città e al suo nome antico.
“Caro Moro Seduto , ti chiedo ospitalità perché più di altri ti occupi di calcio… Se dovessi intitolare una parte del racconto dell’Olbia Calcio degli ultimi mesi utilizzerei una frase come la seguente: “Quando la crisi societaria nasconde una crisi sociale più profonda”. In verità la faccenda Olbia Calcio racconta una bella favola di solidarietà e di fiducia reciproca.Circa 100 persone dipendono economicamente dalla Società . Lavoratori e atleti lavoratori, con famiglie al seguito s’intende, uomini e donne che per quattro mesi e più si sono appigliati alla tenacia di un comitato di volontari, con cui si sono sostenuti vicendevolmente quando tutto pareva perduto. Da una parta chi ha giocato gratis vincendo (vivendo talvolta senza un centesimo in tasca per se e le proprie famiglie), dall’altra chi ha sostenuto i ragazzi con i propri soldi, chi è stato giocatore e non è mai mancato all’appuntamento con la solidarietà e chi ha rinunciato a locazioni e proventi di vario genere, contrattualizzati precedentemente con la società, pur tenendo fede agli impegni e sostenendo la squadra. Fantastico!
Personalmente non mi sono impegnato a dovere, se non da spettatore allo stadio, anche ignaro della reale situazione… Certamente domenica sarò al Nespoli a ringraziare i giocatori, tutti Olbiesi quanto noi Olbiesi e, come suggerito dal comitato, inviterò tutti ad ascoltare la storia che non è emersa, quella della solidarietà, delle difficoltà personali e della tenacia che in finale ha prevalso sui debiti e l’ingordigia, a prescindere dalla nuova proprietà e dal prossimo agognato lieto fine Quanto accaduto all’Olbia Calcio 1905 potrebbe succedere ad altre realtà sportive, per tale motivo un comitato di solidarietà sportiva che magari si evolva in un consorzio sociale (che non è idea di chi scrive) magari capitanato dagli stessi attori di quello nato a sostegno dell’Olbia Calcio dovrebbe continuare ad esistere, facciamo in modo che continui ad esistere e che si evolva! La situazione di crisi, che oggi pare si concluda felicemente, può rappresentare un inizio di impegno sociale a tutela degli sportivi e dello sport a vari livelli , per atleti economicamente fragili e per società bisognose di supporto, può insegnare a tutti a guardare oltre le quote azionarie e, soprattutto, a testimoniare che con costanza i risultati arrivano. Occorre un incontro immediato, occorre farlo subito, il momento è quello buono. D’altronde un Olbiese d’adozione che ha scelto Olbia per le sue vacanze e per dimora estiva, Romi Fuke, va certamente sostenuto non solo con gli applausi ma attraverso nuove forme di sostegno ben radicate, anche economiche che possano replicare azioni di supporto a beneficio di altre realtà sportive. Al Comitato di sostegno dell’Olbia Calcio chiediamo di continuate sulla strada tracciata, incontriamoci al Nespoli , raccontateci del percorso vissuto con la squadra, di ciò che non è emerso e raccontiamo di futuro a beneficio dello sport in città”.

