Piove sul bagnato. Se l’Olbia fatica in campo (il pari contro il Monterotondo complica il cammino verso la salvezza), altri guai si abbattono sul club. I fatti da segnalare sono due: la visita dei Nas negli spogliatoi, prima del fischio di inizio del match e un’altra iniziativa dell’avvocato Mauro Cavalli che, a partita in corso, ha diramato un altro comunicato nel quale “un tesserato” dell’Olbia rivendica il pagamento di oltre 38mila euro, più le spese legali, e annuncia altre azioni, compresa “la richiesta di fallimento”.
I CARABINIERI. Attorno alle 14, militari del “Nucleo Antisofisticazioni e Sanità” si sono presentati al “Nespoli” per verificare se l’impianto fosse dotato dei prescritti defibrillatori. In mancanza di comunicati ufficiali, si è appreso che l’Avis e la Croce Rossa sarebbero riuscite in extremis a rimediare. Se così non fosse stato, la partita non si sarebbe potuta giocare.
IL LEGALE. “In data odierna – scrive l’avvocato Mauro Cavalli in una nota – l’Olbia calcio è stata diffidata al pagamento mediante messa in mora entro sette giorni dei compensi arretrati dovuti a un suo tesserato per un totale di 38.350 euro, oltre agli interessi legali decorrenti dal giorno in cui il pagamento è esigibile e agli interessi di mora decorrenti dalla messa in mora, oltre alle spese legali. In difetto di pagamento, oltre ad attivare la procedura arbitrale per l’accertamento del credito in considerazione della clausola compromissoria, potrà essere chiesta l’autorizzazione federale per la richiesta di fallimento mediante procedura giudiziale di liquidazione della Società in considerazione della circostanza oggettiva che non è più in grado di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni”. Cavalli poi controreplica al direttore tecnico Ninni Corda a proposito della vertenza riguardante il suo assistito Lorenzo De Grazia. “Si ribadisce che sono state seguite le norme federali essendo stata rispettatala la clausola compromissoria. Infatti, dopo la previa diffida ad adempiere, è stato adito il Collegio Arbitrale, che ha emesso il lodo immediatamente esecutivo. Poiché il lodo è inappellabile nel merito, sono stati esauriti tutti i rimedi del vincolo di giustizia sportiva. La Società, per bocca del suo tesserato Ninni Corda, ha ammesso di essere a conoscenza legale del predetto lodo, ritualmente notificato e non contestato. Non si comprende quindi quale sia la clausola compromissoria violata. Certo è invece che la Società è inadempiente e che se non paga entro i termini federali è soggetta a sanzioni amministrative e disciplinari, persistendo la violazione, anche all’esclusione dal prossimo campionato”.

