La maglia bianca, intanto. Comincia così la nuova avventura del Tavolara, la seconda (!) squadra di Olbia fondata nel 1954, che ha appena vinto il campionato di II categoria, con un solo punto di vantaggio nei confronti del Golfo Aranci, al termine di una lunghissima galoppata. Fino a oggi il verde è il colore che ha contraddistinto il sodalizio guidato dalla nascita da Pinuccio Deiana e Alberto Giagnoni, e oggi da parte della “Banda Brundu” non c’è intenzione di abbandonarlo, ma la scelta di ordinare dei completi bianchi potrebbe significare qualcosa di inedito (fusione?), se alcuni rumors che circolano in città fossero confermati. I dirigenti del Tavolara, infatti, sarebbero interessati a occuparsi anche (o solo?) dell’Olbia calcio, se esistessero le condizioni. Per ora, l’indiscrezione rimane sospesa per aria, mentre si sa con certezza che la governance e le ambizioni del Tavolara restano invariate. Il presidente è sempre il vulcanico Damiano Brundu, imprenditore di origini calangianesi che opera nel campo dei trasporti (e non solo) a Olbia e in Costa Smeralda, così come il suo vice è Fulvio Guadagni, un passato da roccioso calciatore della stessa squadra, figlio del compianto Riccardo, già presidente dell’Olbia calcio negli anni della gestione Selleri-Putzu-Balata-Sotgiu. Il direttore generale è sempre Fabio Dettori, imprenditore pure lui nel settore alimentare, un passato da calciatore, e soprattutto uomo di raccordo nell’ambito di un gruppo di altri dirigenti e sponsor (tra questi l’ex presidente del Comitato di supporto all’Olbia, Giovanni Degortes con la sua Nexum).

Il tecnico del Tavolara Michele Tamponi

In panchina, un’altra conferma: quella di Michele Tamponi, ex calciatore di Torres e Olbia, che presto sarà affiancato da un vice e da un preparatore atletico che dovranno occuparsi di dar vita a un corposo settore giovanile. Dettori non vuole commentare l’eventuale interesse per l’Olbia (“no comment”), ma invece spiega qual è il progetto sulla cantera. “Avremo tre squadre: allievi, giovanissimi e juniores. Si tratta di uno sforzo notevole, ma necessario se vogliamo dare un futuro al nostro glorioso club che nei decenni ha sfornato tanti ottimi calciatori, poi finiti a giocare in prima squadra. Volgeremo il nostro sguardo, come stiamo già facendo, in direzione di calciatori di Olbia che faranno parte della nostra rosa”. L’obiettivo dichiarato è un’altra vittoria di campionato. “Sì – aggiunge Dettori, che parla a nome di tutta la dirigenza – puntiamo a ripetere l’impresa della passata stagione”. L’avversario da battere potrebbe essere ancora il Golfo Aranci dell’ambizioso presidente Marras (imprenditore affermato), guidato in panchina dall’eccellente e pragmatico Giorgio Bagatti, figlio d’arte (suo padre Sergio, ha al suo attivo una brillante carriera a livello calcistico, essendo arrivato alla serie A dopo essere partito da Olbia con la maglia del Tavolara quando era un pischelletto con destinazione Mantova). “Ci auguriamo che il Golfo Aranci – sostengono i dirigenti tavolarini – vinca i play off perché questo prestigioso traguardo lo meritano tutti. Ci farebbe molto piacere di dar vita a un altro… duello a distanza con i golfarancini nel campionato di Prima. Altri avversari? Non lo sappiamo ancora, visto che non è nota la composizione dei gironi: il Tavolara potrebbe finire in quello Sassarese o in quello Nuorese. Vedremo”.

Un’ultima questione, e non certo per importanza: il terreno di gioco. Il Tavolara ha ufficialmente chiesto l’utlilizzo del “Bruno Nespoli” che verrebbe utilizzato anche come campo di allenamento. In questo momento il terreno di gioco è in condizioni disastrose, al punto che un paio di giorni fa il sindaco Settimo Nizzi ha ritirato le chiavi all’Olbia calcio, dopo aver lanciato pesanti accuse per la mancata manutenzione di un bene comunale. E proprio nei prossimi giorni, lo stato maggiore del Tavolara si incontrerà con il primo cittadino per definire la questione del campo. “Ci accolliamo noi tutte le spese di rimessa in pristino e di manutenzione”, precisa Dettori. Potrebbe essere argomento convincente per l’amministrazione comunale.

Insomma, maglia bianca, ambizioni, dirigenza in gran parte olbiese, campo di gioco… Se tanto ci dà tanto, potremmo vederne delle belle.