Domani dovrebbe essere approvata dalla giunta regionale la moratoria sugli impianti di energia rinnovabile. L’impegno era stato preso in campagna elettorale dalla presidente Alessandra Todde, subito dopo la vittoria alle elezioni regionali del 25 febbraio. Secondo quanto si apprende, si tratterebbe di un disegno di legge proposto dall’esecutivo che – fino all’adeguamento del piano paesaggistico regionale e all’approvazione della legge sulle aree idonee – attiva le misure di salvaguardia comportando quindi il divieto di realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che pregiudicano paesaggio, territorio e consumo di suolo. L’obiettivo politico della giunta, come più volte ribadito dalla presidente che ha annunciato in consiglio l’arrivo in giunta del ddl, è porre un freno alla speculazione e non alla transizione ecologica.
In Sardegna, l’energia eolica sta conoscendo uno sviluppo significativo. Nel 2022, il 70% della produzione totale di energia elettrica in Sardegna dipendeva da fonti fossili. Tuttavia, con la prevista dismissione delle centrali a carbone di Fiumesanto e Sulcis entro il 2028, la regione sta lavorando per incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Ma, sull’argomento, si sta sviluppando un dibattito piuttosto serrato: non sono pochi infatti gli interventi e le prese di posizione contro l’eccessiva proliferazione di impianti eolici. In campagna elettorale per le Regionali, questo tema ha tenuto banco e la presidente Todde aveva garantito che, in caso di vittoria, in tempi brevissimi avrebbe varato una legge di moratoria, precisando però che la sua coalizione non “è contraria al processo di transizione ecologica”.

