Prove tecniche di sindaco. Mancano ancora una decina di mesi alle comunali di Olbia, ma il motore della macchina di chi vuol conoscere che aria tira in città è già in moto. I sondaggi sono stati (e sono) una gran bella invenzione (!), ma lo sono un po’ meno quando toppano di brutto, come spesso è accaduto. Non sappiamo se chi li ha commissionati, e chi si consuma i polpastrelli con centinaia di telefonate al giorno, siano rigorosi e attendibili nell’analisi del campione, fatto sta che tra i nomi del possibile indossatore o indossatrice della fascia tricolore ce n’è più di uno (o di una) che non rientra nel novero dei “soliti noti”. Con la promessa di scendere ancora più nel particolare, per ora ci limitiamo al riassunto delle puntate precedenti.
Oggi partiamo dal centrodestra, riservandoci di analizzare presto quel che accade nello schieramento opposto. Tra i papabili, spicca il nome di Pietro Carzedda. Il quale è intimamente convinto (ma non lo ammette apertamente) che alla fine Settimo Nizzi lo nominerà ufficialmente suo delfino ed erede. Attenzione, però, perché la vicesindaca Sabrina Serra è letteralmente scatenata, alla ricerca di una nomination alla quale non intende rinunciare per nulla al mondo, nonostante sappia che probabilmente chi non muore dalla voglia di vederla nel massimo scranno cittadino, sia proprio Nizzi. Lei però è una macchina da guerra. Dispensatrice di un sorriso smagliante, e di un eloquio caldo e convincente, la trovi dappertutto: scuole, convegni, mostre, rassegne, cene, spuntini. Non si fa mancare niente. Di Angelo Cocciu non si conoscono bene le vere intenzioni. Persone a lui assai vicine, assicurano che la sua ambizione sia quella di volare a Roma, in piazza Monte Citorio, e che quindi non voglia saperne di sgomitare con tanti concorrenti che la notte sognano di essere “i più belli del reame”. Può essere. Ma c’è da segnalare che il suo rapporto con il Capo (Nizzi) è molto migliorato negli ultimi tempi. E se, alla fine, dovesse essere scelto, beh, accetterebbe. Suo zio, Mario, agli inizi degli anni 80 ha guidato la città, a capo di una maggioranza (risicata) di centrosinistra, e chi lo conosce sa bene qual è il legame tra i due, parentela a parte. Marco Balata, se non ha cambiato opinione (può capitare), ha recentemente sostenuto che, in assenza del Capo, lui non si metterebbe a correre. Può essere, ma in politica mai dire mai. La sua segreta speranza (anche lui non lo ammetterà mai pubblicamente) è che Settimo Nizzi, vinca la battaglia interna a Forza Italia per la Presidenza della Regione (Pietro Pittalis cosa ne penserà?) e, in caso di ribaltone, ottenga un incarico a livello regionale nel campo del Turismo e degli Eventi. Politologi in salsa olbiese avanzano anche l’ipotesi di Massimo Putzu, deus ex machina dell’Aspo, e legato in maniera strettissima al primo cittadino (le invidie per questo particolare rapporto simbiotico tra i due, non mancano di certo). Non sembra avere molte chance, l’assessore all’Urbanistica Bastianino Monni. Altri fanno il nome di Marzio Altana. Il serafico presidente del consiglio comunale pare che neghi a più riprese, ma non tutti credono che non ci faccia un pensierino. Per ultimo (e non per importanza) segnaliamo un fatto che sta prendendo corpo in questi ultimi giorni e sta facendo tremare più di un competitor. Settimo Nizzi – secondo questa scuola di pensiero – starebbe sperando ancora in una modifica della legge sul terzo mandato consecutivo che oggi gli impedisce di proseguire nella sua ventennale esperienza di primo cittadino. Non abbiamo elementi, né possediamo sfere di cristallo, per sapere se ciò potrà accadere, ma siamo certi che a qualcuno, in questo caso, verrebbe un mezzo infarto. Noi invece siamo convinti (al 99 per cento) che il nome di colui (o colei) che raccoglierà il suo testimone non sia ancora venuto fuori. Tant’è che, tra non molto, depositeremo presso un notaio una busta sigillata con il suo nome e cognome che apriremo quando i giochi saranno fatti.

