E’ l’ultimo sabato sera del rovente mese di luglio dell’anno 2026 che tra pochi giorni verrà consegnato definitivamente nelle mani di quel premuroso custode del passato che si chiama memoria.
Procedendo dal nuovo lungomare verso il cuore pulsante del centro di Olbia si arriva a Viale Principe Umberto, dove si scorge in lontananza, attivando la visione “panoramica”, una folla oceanica di umanità accompagnata da quell’aura inconfondibile di leggerezza dello spirito che contraddistingue ogni singolo turista.
E’ questo l’indicatore più fedele di una città durante una stagione estiva che, senza necessità di vantare poteri di chiaroveggenza possiamo già incoronare regina dell’estate.
Nell’area antistante al Palazzo Colonna (ex palazzo comunale cittadino) si concentra una moltitudine di persone, per lo più giovani che scherzano tra loro e scalpitano per poter fare un esperienza particolare i cui risvolti pratici si traducono nella preservazione della vita umana, propria e degli altri.
E’ il pullman azzurro itinerante della Polizia di Stato, che svela al suo interno un aula multimediale preposta alla sensibilizzazione dei giovani sui rischi della guida in stato di ebbrezza alcolica e di alterazione psico-fisica legata all’utilizzo di droghe e alla promozione dell’ acquisizione di comportamenti responsabili in materia di educazione e sicurezza stradale.
Si chiama Progetto Icaro, promosso dal Ministero dell’Interno–Polizia di Stato, dal Ministero delle infrastrutture e trasporti e in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma.
Il progetto è attivo dal 2001 e tocca, da allora, numerose piazze del territorio nazionale, ma l’attività di sensibilizzazione svolta dalla Polizia di Stato ha da sempre un obbiettivo ben definito: le scuole italiane, i luoghi in cui la prevenzione ha la massima importanza e risonanza.
Incuriosita dall’entusiasmo di tutti quei ragazzi che scalpitavano e saltavano la fila per poter entrare nel pullman, mi sono avvicinata agli agenti della polizia che si trovavano al di fuori del mezzo itinerante, intenti a supportare quei giovani che ci cimentavano nella prima prova che si svolgeva all’esterno del pullman: con un paio di occhiali particolari dovevano intraprendere a piedi un breve percorso ad ostacoli, dove la prima difficoltà somministrata era proprio la visione simulata di uno stato di ebbrezza alcolico e la conseguente difficoltà a procedere lungo il percorso.

Gli agenti mi hanno dato tutte informazioni su ciò che si stava svolgendo ieri sera davanti al Palazzo Colonna del centro cittadino e mi hanno accompagnato all’interno del pullman.
La cosa che ha piacevolmente allietato quell’esperienza è stata l’aria condizionata al suo interno e tanti ragazzini seduti a bordo in trepidante attesa del loro turno per poter simulare la guida di un autoveicolo con le inevitabili conseguenze di una guida in stato di alterazione psico-fisico legato all’ alcool e alle droghe.
Un Maxischermo svettava all’interno del pullman dando la possibilità a chi attendeva il proprio turno di guardare la prova dell’altro.
Dietro al maxischermo una postazione di simulazione di guida molto aderente alla realtà, con uno schermo che proiettava uno scenario visivo completamente distorto come quello che si presenta agli occhi di chi ha assunto sostanze stupefacenti, alcool o un mix di entrambi.
Durante l’attesa, uno dei Poliziotti tutor teneva alcune brevi lezioni interattive con i ragazzi, i quali hanno partecipato con grande entusiasmo e una serietà che mi ha lasciato piacevolmente sorpresa e speranzosa.
Ciò che i poliziotti raccontavano ai ragazzi erano anche storie di vita professionale vissuta, drammatiche esperienze lavorative davanti a gravi incidenti stradali legati al non rispetto delle regole della strada e della guida da parte di giovani, neopatentati e non che hanno sfidato la vita perdendola o facendola perdere ad altri.
Le campagne di sensibilizzazione e prevenzione degli incidenti stradali dirette ai giovani sono il punto cardine sul quale si dovrebbe lavorare instancabilmente per raggiungere il tanto agognato target della riduzione drastica del fenomeno della guida in stato di alterazione psico-fisica da alcool e droghe e della distrazione del conducente del veicolo legata all’utilizzo del cellulare.
Ed è ciò che sta facendo egregiamente la Polizia di Stato da lungo tempo.
Ma c’è anche un altro importante target da raggiungere a 360°, che ho percepito come raggiunto: l’avvicinamento, il rispetto e la fiducia dei giovani verso le forze dell’ordine, che non dovrebbero esser mai viste come il nemico dal quale scappare, ma come il miglior alleato per potersi assicurare il rientro a casa “sani e salvi” ogni volta che si esce per una giornata o una serata di divertimento tra amici.
La propria vita e quella degli altri è sacra ed unica. Impariamo a rispettarla.


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