C’è qualcosa di strano tra i sorrisi a gogo e le lodi reciproche, mai interrotte da attacchi politici e men che meno personali. Serpeggia questa considerazione tra molti addetti ai lavori, soprattutto a quelli dotati di un particolare spirito di osservazione, spesso basato su particolari che vanno colti. I due personaggi con uno spiccato feeling sono la presidente della Regione Alessandra Todde e il sindaco di Olbia Settimo Nizzi. Ormai, quella che è stata una prima impressione (inaugurazione al museo di Olbia di una mostra curata dall’architetto Vanni Macciocco, con l’apparizione quasi improvvisa del capo della giunta regionale, con il pubblico sbigottito, compreso il vicegovernatore Giuseppe Meloni), è stata più volte confermata. Anche di recente in ocasione dell’inaugurazione dell’aeroporto di Olbia a Karim Aga Khan, e prima ancora durante la visita a Olbia della ministra Bernini. I bene informati assicurano che i due si sentono spesso al telefono per un confronti su temi di interesse comune.
A memoria d’uomo, non si ricordano dissidi o momenti di frizioni politiche tra l’amministrazione comunale della città gallurese e la Todde. Anzi, la coppia non perde occasione di scambiarsi complimenti reciproci per il modo di governare dei due enti. Conta poco o nulla il fatto che i due appartengano a schieramenti politici non proprio contigui. C’è simpatia, al punto che la presidente avrebbe chiesto (con un mix di fermezza e cortesia) ai suoi collaboratori più stretti (compresi alcuni assessori) di “non attaccare” Nizzi. E quest’ultimo avrebbe ricambiato, con lo stesso tipo di “consiglio” (ma questo è un eufemismo) rivolto ai suoi fedelissimi (cioè tutta la maggioranza di governo), i quali, allo stesso modo, eseguono alla lettera anche nei giorni dedicati a feste di compleanno o a facezie d’ogni tipo.

Chi tace, sull’argomento, è il Pd. Partito che ufficialmente non commenta questo strano atteggiamento, ma sotto sotto si avverte un certo malumore, riconducibile del resto anche al difficile rapporto tra i due maggiori partiti del Campo Largo a livello regionale. I dem non hanno dimenticato la riconferma al vertice dell’Egas del sindaco di Calangianus Fabio Albieri (foto in alto) del dicembre 2025, quando Alessandra Todde lo sostenne apertamente nonostante fosse nota l’appartenenza all’area del centrodestra. La votazione fu molto contestata: Albieri ottenne 5 voti su 11, compreso quello della presidente della Regione, mentre Pd e Progressisti contestarono la validità dell’elezione sostenendo che servissero 6 voti. La stessa presidente spiegò pubblicamente il suo appoggio dicendo che Albieri rappresentava «i territori, non parti politiche». Neanche i bambini, se fossero stati interpellati, avrebbero creduto a questa versione. Sarebbe interessante conoscere il parere dei pentastellati – ma anche quello ufficiale del Pd – su questo “idillio” politico tra la strana coppia. Ma temiamo che tutto ciò non accadrà.


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