Se in centri importanti della Sardegna (Cagliari, Sassari, Alghero) si voterà l’8 e il 9 giugno, in altri territori pare non esista il problema della successione al sindaco in carica. Sarà una mia opinione, ma tutto questo non succede a Olbia, dove regna (incontrastato) Settimo Nizzi che – detto per inciso – ha superato in longevità amministrativa Gian Piero Scanu (primo cittadino per nove anni), essendo in corsa per celebrare un…ventennio con la fascia tricolore incollata al suo elegante blazer blu. Eletto per la prima volta nel 1997, Nizzi spera molto – ma è molto difficile che accada – nel ripensamento di qualche partito di governo a proposito della possibilità di estendere il mandato a tre legislature, come di recente è stato concesso ai comuni inferiori ai 15mila abitanti (la proposta è della Lega di Matteo Salvini). Lo spera perché ormai considera questa la sua “missione”, nei secoli dei secoli. È ovvio che sperano nell’esatto contrario, cioè nel mantenimento delle norme in vigore, tutti coloro che sognano ogni notte – e la cosa càpita da molti mesi – di occupare la sua seggiola nel palazzo umbertino vistamare.

I PRETENDENTI. Il primo nella lista è Pietro Carzedda, avvocato, e figlio di Peppino, uno storico sindaco della città gallurese. Lui darebbe chissà cosa per ripercorrere le orme di suo padre, e sicuramente non può essere accusato di non essere vicino alle posizioni di Settimo Nizzi, il quale lo considera un suo fedelissimo senza se e senza ma. C’è un altro esponente di Forza Italia, però, che nutre la stessa ambizione ed è Angelo Cocciu, rieletto consigliere regionale nelle elezioni del 25 febbraio, al termine di una “lotta” interna che vedeva come suoi competitor la vicesindaca Sabrina Serra e l’assessore comunale all’urbanistica Bastianino Monni. Cocciu si considera espressione della fascia “olbiese” di un elettorato composito, come è quello della città gallurese. Di più: Angelo ha una venerazione per suo zio Mario che, all’inizio degli anni 80, arrivò a guidare una coalizione di sinistra (Psi, Pci, Civici) che non finì la legislatura per un “tradimento” di qualcuno che preferì tornare a casa, da mamma Dc. Carzedda e Cocciu, dunque, ma c’è prepotentemente anche la già citata Sabrina Serra che ammette senza problemi di volerci provare e – conoscendo la sua caparbietà – ci proverà per davvero. Che dire, poi, di Marco Balata? L’attuale assessore ai Grandi Eventi è apparso un po’ defilato nelle ultime elezioni regionali, ma è certo che non gli dispiacerebbe indossare la fascia tricolore. Lui, per la verità, sperava nella vittoria del centrodestra alle ultime regionali e quindi alla possibilità che potesse diventare il titolare dell’assessorato al Turismo, ma – con passo felpato, grazie a un buon rapporto con Nizzi – non è escluso che la sua nomination sia qualcosa di concreto.

E lui, Settimeddu, cosa ne pensa e come si muoverà? Non lo sapremo mai, e non lo direbbe neanche sotto tortura. Del resto, nessuno all’interno della coalizione di governo può permettersi di mettere in discussione la sua leadership. Se qualcuno si azzardasse, scatterebbe la punizione esemplare. Lui governa, lui comanda, lui decide, lui è convinto di essere il numero 1, lui vuole sapere tutto su tutto ciò che ruota attorno al Comune. E dunque sul suo successore vorrà dire la sua in modo determinante.