Caro Moroseduto, mi permetto di scrivere queste righe, tutte dedicate a una struttura che mi è capitato di visitare di recente. Mi riferisco alla Residenza per anziani “Smeralda” di Padru, di cui avevo sentito parlare molte volte in termini positivi. Premetto che non sono sardo, vengo dall’Emilia, ma ho diversi parenti nella vostra splendida terra. E, proprio in virtù di una parentela, ho approfittato del ponte 25 aprile-Primo Maggio per unire ad alcuni giorni di vacanza una visita a un congiunto che non vedevo da tempo, ma che mi faceva piacere salutare. Onestamente, e me ne scuso, non immaginavo neanche lontanamente di imbattermi in una struttura così ben organizzata ed efficiente.

A Padru, da Olbia, si arriva in un batter d’occhio e la Rsa si trova facilmente: il particolare non è di poco conto, perché a me è spesso capitato di trovare difficoltà a livello di indicazioni, e non parlo della Sardegna. Torniamo alla “Smeralda”. Abbiamo parcheggiato la macchina, nello spazio destinato ai visitatori: un’area ampia e bentenuta. Appena suonato il campanello, ci hanno aperto in pochi secondi e, una volta arrivati alla reception, un giovane particolarmente gentile ci ha spiegato quali fossero gli orari per le visite. Siamo stati fortunati perché eravamo proprio nella fascia 10-11 e dunque abbiamo avuto accesso immediatamente, subito dopo che il gentile addetto all’accoglienza ci fornisse (gratuitamente) la mascherina. Con l’ascensore, siamo saliti al primo piano e, una volta superato un grande camerone, all’interno del quale c’erano almeno una ventina di pazienti non proprio in condizioni eccellenti, eccoci nel corrridoio in fondo al quale si trovava la camera del nostro parente. Non vi si poteva accedere, ma un altro giovane addetto si è occupato di raggiungere la stanza di Pancrazio (chiedo scusa, ma questo è un nome di fantasia per ragioni comprensibili) per avvertirlo che c’erano degli ospiti che lo volevano salutare. Tralascio i momenti di commozione, quando Pancrazio ci ha raggiunto: lui tutto si aspettava, meno che di vederci alla Rsa. Per farci una lunga chiacchierata, altri addetti ci hanno indicato un’accogliente sala al piano terra. E, da lì, abbiamo notato con immenso piacere quali livelli di eccellenza siano assicurati da parte dei dipendenti della struttura. Nell’andirivieni di un’ora abbondante, tutti – ribadisco tutti – ci hanno salutato con un cordialissimo “buongiorno”. Ci è stato chiesto con gentilezza di tenere la mascherina fino al termine della visita. Nel frattempo, siamo rimasti particolarmente colpiti dalla gentilezza con la quale i dipendenti (tutti giovanissimi) trattavano i pazienti. Abbiamo apprezzato la pulizia dei locali (ascensori compresi), l’arredamento, i quadri alle pareti. Insomma, anche se ci fossimo impegnati a lungo, non avremmo trovato difetti. Pancrazio ci ha confermato tutte le qualità che abbiamo riscontrato, aggiungendo che “si mangia benino. A volte molto bene, a volte un po’ meno, ma in generale credevo molto peggio e il mio giudizio è condiviso da tutti”.

Ho voluto indirizzare questa letterina al direttore di questo nuovo spazio, che conosco da un po’ di tempo, e lui mi ha garantito che l’avrebbe pubblicata. Lo ringrazio, ma soprattutto mi complimento per chi gestisce la Rsa di Padru per l’ottimo servizio reso a chi ha qualche problema di salute.