Non le piace la parola “moratoria”. Alessandra Todde, a proposito di impianti di energie rinnovabili preferisce mettere l’accento sul Far West da debellare e sul vuoto normativo da colmare. Quindi, stop per diciotto mesi a qualsiasi tipo di intervento. “Abbiamo preso del tempo per mettere delle regole e per poter negoziare con lo Stato, sia per quanto riguarda l’individuazione delle aree idonee, sia per l’apertura della revisione della paesaggistica che è competenza concorrente con lo Stato”.

La presidente della Regione, al termine della riunione di giunta, chiarisce in questo modo il termine l’obiettivo dello stop per 18 mesi: “Non è una moratoria, ma una sospensiva alla realizzazione di mega impianti da energie rinnovabili in Sardegna. Si tratta di un blocco non tanto delle autorizzazioni, perché le istruttorie sono di competenza nazionale, quanto della loro realizzazione e messa in opera. Non è un provvedimento strutturale ma stiamo prendendo tempo perché la situazione va gestita in maniera organica, con regole chiare di cui la mappa delle aree idonee e la revisione della paesaggistica sono le vie maestre”.

La Todde dà anche dei numeri. “Noi abbiamo un consumo di 1,5 gigawatt annui, il Thyrrenian Link ne trasporterà 3, ma l’Isola ha richieste per oltre 58 gigawatt”.
  La presidente definisce poi “irricevibile” la bozza di aree idonee sottoposta dal ministero alla Conferenza Stato-Regioni, la cui commissione Energia è guidata dalla Sardegna con l’assessore Emanuele Cani, che prenderà il posto della predecessora Anita Pili. “Il ministero – argomenta – non può pensare di dire alle regioni dove mettere gli impianti, anche disciplinando le aree agricole. Ci devono dare le quote e su quelle ottempereremo, ma decidere dove devono essere fatti gli impianti è prerogativa della Regione”. Alessandra Todde ha messo nel conto anche l’eventualità di impugnazione: “ma non si tratta di un provvedimento strutturale, non è un meccanismo che può reggere a lungo, per questo abbiamo il limite dei 18 mesi, io però confido che saranno sei, per identificare le aree idonee”.