(Il giornalista Sandro Angioni rende un omaggio postumo all’amico Gigi Riva con racconti inediti)
Te ne sei andato così all’improvviso che non hai avuto il tempo di salutare. Quel tavolo dove abbiamo passato sere e talvolta notti non sarà più lo stesso, anzi non sarà e basta. Tanto clamore tanta gente come quando si sfilava col tuo ritratto in testa per contrastare l’eventuale cessione a formazioni del nord. E tu? Tu, discreto, che trovavi rifugio negli androni per sfuggire all’invocazione dei cortei.
L’AMSICORA. Ci conosciamo dall’anno del tuo arrivo , tu sul campo non ancora erboso io sul rosso della pista dell’Amsicora. Prima il ciao tra ragazzi , poi le prime chiacchierate seguite dai rapporti professionali : “Con te vado d’accordo perché non mi hai mai chiesto un’intervista , parliamo e basta”. Infine la maturità con l’anzianità a seguire ed i primi acciacchi dell’età, io cardiaci tu di deambulazione. “Accompagnami fuori e camminami dietro , ho una scarpa con plantare ortopedico e mi devi dire se si nota nell’incedere”. Eravamo giunti all’altezza del semaforo davanti all’Inps, al rosso per noi, mentre chi scendeva lungo il viale Regina Margherita aveva il verde ma non procedeva. Ti sei sbracciato per fare cenno di passare ma la risposta fu: “Gigi Riva ha sempre e comunque diritto di precedenza”. Tanti di questi hanno ricoperto, quando te ne sei andato, il sagrato di Bonaria e oltre. Una folla da stadio, concentrata e silente durante il rito, liberata nel tifo alla tua uscita come dopo un gol. Tantissimi e ti immagino in imbarazzo vista la tua riservatezza spesso riportata come tristezza che invece non c’era. Riservato ma pronto alla battuta fulminante estranea solo a chi non ti frequentava .
NON ERA TRISTE. Gli faccio: . “Un libro ? E di cosa parla?” Scrive d’aver avuto 600 donne. ” Eh la miseria”. Che c’è, faccio io? Sai, la privacy “Macché privacy, sono poche”. Ricordi, le tifose australiane che, dopo averti sfacciatamente osservato per tutta la cena, una volta avvicinatesi dichiarano: ” Ci fa tanto piacere, siamo sue ammiratrici da una cinquantina d’anni”. Tu le squadri (dovevano essere allora due belle donne); poi ,fulminante, sfoderando un sorriso: “E vi presentate adesso? “Risata generale dei protagonisti e degli avventori dei tavoli circostanti.
ASTORI. Ogni tanto organizzavo una sorta di pellegrinaggio dei calciatori rossoblù che esprimevano il desiderio di conoscerti. Ricordo una sera con Astori , Ariaudo e Pisano in fila come scolaretti per presentarsi in attesa tu sollevassi la testa dal piatto . Astori era il più disinvolto e si presentò come Davide Astori, difensore col vizio del gol. Destino volle che la settima seguente segnasse in nazionale e messaggiasse”. Dì al tuo amico che ho appena iniziato 🤣 che si preoccupi per il suo record”. Per pudore non riporto il commento di Riva quando riferii l’ambasciata.
Eh, Luigi, quando ci hai lasciati, erano davvero tanti tra compagni di squadra e ragazzi cresciuti intorno a te fino al Mondiale più recente. Tra tutti, l’emozionatissimo Gigi Buffon che non dimentica la tua strenua difesa e vicinanza all’epoca di quel calcio scommesse antecedente il Mondiale tedesco con le forti pressioni politiche perché convincessi tutti a ritirarsi per mantenere almeno la dignità. Come al solito andasti avanti e sappiamo quale sia stato l’esito di quel torneo… Nessun indugio neanche quando, rientrati in Italia, ti informarono che c’era un cambio di programma in quanto bisognava prima passare a Palazzo Chigi , anziché direttamente al Circo Massimo, perché il capo del governo e il ministro dello sport volevano festeggiarvi. E fu lì che, capito che quella stessa ministra che invocava il ritiro sarebbe ora salita con voi sul pullman scoperto , decidesti di scaricare il bagaglio e lasciare la compagnia che andava verso l’apoteosi.
HOMBRE VERTICAL fino in fondo. A proposito della definizione attribuitati da Gianni Mura e che tu hai sempre preferito a Rombo di Tuono che, mi dicevi, è ristretta al calciatore mentre l’altra comprende l’intera persona, devo deluderti perché è quella di Gianni Brera che ha avuto la meglio nei titoli e nei commenti. L’uomo però ha recuperato tantissimo con la riedizione della trasmissione radio curata da Roberta Mocco di cui tesserò sempre le lodi per come abbia saputo scavare nel tuo animo e nei tuoi ricordi fino al piacevolissimo brano musicale “stornello del navigante” di Luciano Tajoli che prima ancora di Fabrizio De Andrè ti aveva conquistato non foss’altro per il canto di tua madre che ti portava in bici attraverso le campagne del Varesotto.
SCUOLA CALCIO E PROMESSE. Brutte notizie invece per lo stadio che ti verrà intitolato: non avrà la pista e verrà realizzato con contributi pubblici. Tutte cose da te avversate con campagne di stampa fin dal 2010. Né maggior soddisfazione, temo, otterrai con la tua Scuola calcio , caratterizzata da 30 anni di vane promesse politiche, rimasta sulla carta per le strutture ma efficace nei risultati con Barella in primis. Anche tra i partecipanti alle esequie ne ho individuati alcuni, non solo politici, cui non avresti dedicato neanche un cenno del capo. In compenso c’è di buono che , anche se riportate maldestramente, due notizie positive . La prima e che persino a Sassari tifavano per te, la seconda è che l ‘affetto nei tuoi confronti è riscontrabile anche dall’ incremento delle vendite di un quotidiano con le tue foto.
Adesso ti lascio. Il tuo e talvolta nostro tavolo credo verrà riservato solo ai tuoi compagni di squadra (vedi Greatti, habitué del sabato mattina) o ai tuoi amici e familiari . Per quel che mi riguarda, mi terrò in contatto e così mi dirai se finalmente Boniperti e Agnelli sono riusciti a parlarti mentre sono certo familiazzerai con i compagni di scudetto che ti hanno preceduto e con tutti gli altri, Bulgarelli per primo, la cui scomparsa ti aveva particolarmente colpito.
Tra poco si vota per il rinnovo dell’assemblea regionale e qui vengono in mente i tuoi vari rifiuti alle proposte provenienti da una parte che dall’ altra. “Ricordati Sandro, che una cosa è gestire calcio un’altra è avere in mano il futuro delle generazioni a venire non avendo le mani libere per farlo. Qui ti saluto e per l’ennesima volta ti deludo: non sono figlio o comunque parente di Gigi Proietti”.

