In un calice di vino c’è più di quanto si possa pensare. C’è territorio, cultura, tradizione, passione. Elementi sui quali puntano i produttori per promuovere un modo nuovo di conoscere la Sardegna. Per questo motivo, ormai trent’anni fa, è nato il Movimento del Turismo del Vino. La missione è far conoscere non solo le cantine ma anche i territori dove vengono prodotti i vini, frutto, come si diceva, di conoscenze antiche e di tradizioni centenarie. Il movimento in Italia conta oltre mille aziende associate che propongono come evento centrale dell’attività le Cantine Aperte, con quattro appuntamenti annuali: a maggio, in vendemmia, a San Martino e a Natale, più l’appuntamento estivo di Calici di Stelle. In Sardegna il Movimento è in costante crescita, con 35 aziende in tutto il territorio regionale.

Seguendo un tour virtuale, si può partire dal Parteolla con Argiolas, Antonella Corda, Audarya e Pala tutte nel comune di Serdiana, alle quali si aggiunge Ferruccio Deiana di Settimo San Pietro e la nuova realtà di Tenute Maestrale di Donori. A pochi minuti da Cagliari si trova invece le Tenute Nuraghe Antigori nel comune di Sarroch e su questa via ci si collega direttamente verso il Sulcis dove si trova la Cantina Mesa nel comune di Sant’Anna Arresi e poco distante Agricola Sant’Andrè a San Giovanni Suergiu, per finire alla Tenuta La Sabbiosa di Calasetta.

Arrivando verso il centro dell’Isola eccoci in Marmilla dove troviamo realtà come Su’entu a Sanluri, Lilliu a Ussaramanna e, poco distante, nel Sarcidano, Olianas a Gergei. Risalendo verso Nord, prima di passare nell’Oristanese, tappa da Gibadda ad Arbus, proseguendo per Quartomoro a Marrubiu e Contini a Cabras. Proseguendo sulla costa Ovest si va dritti fin sulla riviera del Corallo passando dalle Tenute Soletta a Codrongianus, per poi arrivare ad Alghero, dove le aziende
sono tre: Sella e Mosca, Santa Maria la Palma e Ledà di Ittiri.

Da costa a costa si arriva a Valledoria dove ha sede Costadoria, passando poi nella vicina Badesi sede di Li Duni, Tenute Muscazega a Luras, le cantine Surrau dei fratelli Demuro ad Arzachena per finire a Olbios. Tornando verso sud in Baronia si giunge a Dorgali dove le aziende sono quattro: la Cantina Sociale di Dorgali, e le cantine familiari Berrita, Alessandro Bocca e Mastros de Inu. Poco distanti da Oliena, patria del Nepente, si trovano le cantine Famiglia Puddu e Iolei Winery. Lasciata Oliena verso sud-est si arriva in Ogliastra dove si trovano le vigne di Perda Rubia. Questo giro dell’Isola finisce a Sorgono in Mandrolisai dove troviamo la Famiglia Demelas. Valeria Pilloni della Su’entu, che presiede il movimento con il supporto di Nicoletta Pala,della Cantina Audarya, e di Francesco Addis, della Cantina Li Duni, mette l’accento su quelli che sono i progetti del Movimento. “L’enoturismo, in una regione come la nostra è un elemento strategico che in alta stagione spinge il turismo costiero a visitare le campagne all’interno dell’Isola, oltre a contribuire a destagionalizzare i flussi turistici.
Oggi in Italia sono 14 milioni i turisti legati all’enoturismo, pari al 20% del flusso turistico totale. Sono numeri che devono farci riflettere su come le cantine da aziende agricole possano diventare dei poli di attrazione che oltre a promuovere il proprio lavoro promuovono i territori con le bellezze storiche, architettoniche e ambientali”.

A fine 2023 è nata l’idea di una guida dell’enoturismo che raccontasse i territori del vino attraverso le bellezze architettoniche, ambientali e artistiche. Così è nata la collaborazione con Lonely Planet, che ha affidato alla giornalista Luciana Squadrilli la realizzazione dei testi di Vino e Sardegna. Viaggio nell’Isola tra vigne, storia e natura. L’autrice, che ha presentato la Guida nel corso del recente Vinitaly a Verona, spiega: “Dalle vacanze estive da adolescente alle più recenti e numerose visite per realizzare articoli e reportage dedicati soprattutto agli aspetti enogastronomici, la Sardegna è diventata per me una seconda casa. Grazie alla guida preziosa di tanti amici – e di vignaioli, chef, pizzaioli e produttori – ho imparato a conoscerne anche gli aspetti meno noti e spesso più affascinanti. Basta allontanarsi un po’ dalle coste meravigliose per scoprire un patrimonio davvero unico di storia, archeologia, tradizioni e sapori, lasciandosi abbracciare dall’accoglienza calorosa e sincera dei sardi. Ho provato a condividere nelle pagine della guida i miei incontri più entusiasmanti e a raccontare, anche con l’aiuto degli esperti, l’archeologia e il muralismo, alcuni dei motivi per cui amo tanto la Sardegna. A cominciare, naturalmente, dai vini unici che nascono nelle diverse regioni storiche e che ne sanno raccontare così bene l’identità”.

Il Movimento cresce e la Guida appena nata (disponibile gratuitamente sul web) è strumento indispensabile per chi crede e scommette su un turismo diverso.