Ospitiamo il contributo sul turismo in Sardegna (una sorta di lettera aperta al neo assessore Franco Cuccureddu) del giornalista Gianfranco Leccis
L’incarico di Assessore regionale al Turismo è stato assegnato a Franco Cuccureddu, già sindaco di Castelsardo e consigliere regionale. Si è occupato di nautica, porti turistici, borghi antichi, dovrebbe essere abbastanza competente in materia e ha fatto alcune valide considerazioni sulla necessità di ampliamento del periodo di attività. Purtroppo in passato i precedenti Assessori non sempre si sono occupati di tale esigenza.
Poco tempo fa il precedente Assessore al Turismo aveva fatto un bilancio della stagione 2023, parlando di oltre 1 milione di presenze in più rispetto all’anno precedente. Forse è stato un po’ affrettato: ha scambiato alcune cifre, basandosi sui dati del movimento arrivi e partenze dagli aeroporti, che però non vanno bene per quantificare l’attività turistica: si tratta di cifre non attendibili, sono attività completamente diverse, non corrispondono all’attività negli esercizi ricettivi. L’Assessore si è rifatto a indicazioni certamente valide e precise sui trasporti aerei e sui passeggeri che però non vanno bene per quantificare l’attività turistica. Tra i passeggeri su aerei e navi vi sono turisti ma non solo, vi sono molti, quelli, soprattutto nella nostra Isola, che viaggiano per lavoro o per salute o chi va a fare il turista altrove. Ma non basta: in effetti l’attività nel turismo è molto superiore di quanto finora si è parlato, solo che in gran parte è nascosto. Per esempio il turismo familiare, case e appartamenti vengono presi in affitto per tutta la famiglia, specialmente quando i figli sono ancora piccoli. E’ praticamente impossibile considerarli tutti: direi che rientra nella situazione economica locale. è un tipo di attività indispensabile.
L’Assessore si è vantato di ottimi risultati ottenuti con avvenimenti sportivi ma senza darne dimostrazione. Tra l’altro, notare che lo sport non era tra le sue competenze: sarebbe importante invece fare un raffronto tra quello che si spende e quanto si ottiene in termini di occupazione, nella ricettività o altri canali. Questo non è mai stato precisato: nella primavera scorsa si è svolta una importante manifestazione tennistica ma non si sa quanto si è speso e le presenze che si sono avute, salvo un sold-out che non significa nulla: è molto probabile che sia dovuto a residenti attratti dalla manifestazione e dagli stessi partecipanti.
Sono riuscito, grazie alla collaborazione di alcune validissime funzionarie, a raccogliere dati da cui si possono trarre interessanti osservazioni. Innanzitutto a fare una distinzione tra alberghieri ed extra: si può constatare che chi va negli alberghi è circa un terzo mentre due terzi vanno in esercizi più economici, probabilmente in parte a pagamento, ma c’è almeno un terzo che cerca un risparmio maggiore. Purtroppo i numeri non sono ancora definitivi, con quelli ora disponibili negli alberghi vi sarebbe un decremento del 3,2% (7.436.873 contro 7.679.963) mentre quelli a pagamento (compresi i b&b) sono cresciuti anche perché non conteggiati in passato.
C’è un altro tipo di turismo che cerca un diverso motivo di attrazione, culturali, sportive, ambientali, naturalistiche. In Sardegna è prevalente quello marino-balneare, “coste e mare”, concentrato nel periodo estivo, con un periodo limitato di attività e con forti limiti, nel mese di agosto si raggiunge uno IU (indice di utilizzazione) 75-80: vuol dire che si è proprio raggiunto il massimo. Capita per esempio quando si deve dare una camera con due letti ad un unico cliente. Il miglior indicatore dell’attività nel settore (così come in tutte le attività possibili a misurare) è lo IU: si ottiene suddividendo la capacità complessiva del periodo considerato (periodo o albergo o località o intera zona o attività) per il numero delle presenze. In linea di massima l’IU è piuttosto modesto. Nel 2023 risulta il 14,1 in diminuzione rispetto al 15,4 del 2022, e del 17,8 del 2019; riduzione in tutte le varie province (esclusa Oristano che però ha numeri modesti e non influisce sul totale). Esaminando i dati delle varie province si può rilevare un andamento positivo soprattutto in quasi tutte le località della costa orientale, a Tortolì si è avuto un 21,9 nel 2023, dietro un 24,5 del 2022. Buona anche Alghero con un 18,8 mentre Arzachena ha un 15,1: ci si aspettava di meglio tenendo conto del tentativo di proporre la visita dei monumenti locali. Ho considerato una capacità annuale per avere un quadro di insieme ma sarebbe utilissima una ripartizione mensile per stabilire cosa succede e quali sono le preferenze.
L’esame dei dati disponibili consente qualche osservazione interessante: lo IU migliore ce l’ha Cagliari che è diventata piuttosto attraente per i turisti: ci sono il Poetto che può vantare non soltanto una bellissima spiaggia ma anche una serie di piccoli stabilimenti spesso con varie attrattive, poi le zone naturalistiche, gli adiacenti stagni frequentati da una pregevolissima avifauna che qui ha realizzato uno stanziamento e nidifica (fenomeno rarissimo in un ambito urbano), poi la stessa città, soprattutto nei quartieri storici, i parchi, musei e opere artistiche. Non so cosa è successo tra lo scorso e quest’anno, con gli eccessivi lavori di sistemazione stradale, però dovrebbe esser restato un buon risultato.
Si è detto che quasi tutti gli assessorati hanno competenza in materia di attrattori per lo sviluppo del turismo. Spero vivamente che poiché è stato messo l’accento sulla collaborazione che si verifichi in questo settore, che si ricuperi l’Esit, l’Ente creato a suo tempo che per parecchi anni operò molto bene. Non può esser lasciato a occuparsi di promozione con manifestazioni sportive l’Assessorato al Turismo che semmai dovrebbe utilizzare le sue disponibilità per lo sviluppo dell’attività turistica. Invece finora non si è riusciti a organizzare adeguatamente altri motivi di attrazione.
Possediamo un enorme patrimonio ma non siamo riusciti a organizzarci, per esempio quello culturale, archeologico o medievale (le chiese romaniche), o l’ambientale. Si dovrebbero organizzare visite di gruppo offrendo la disponibilità degli alberghi aperti nel periodo estivo ma chiusi negli altri mesi. Purtroppo anche i più diretti interessati, gli albergatori, non fanno molto in proposito. In effetti non potrebbero fare da soli, spesso sono distanti tra loro, alle mete, occorrerebbe fare viaggi piuttosto lunghi e costosi.
Le possibilità di più rapida evoluzione nell’attività turistica riguardano il patrimonio culturale. La situazione si può riassumere così: esiste un’ampia capacità ricettiva che è attiva e produce per meno del 30% di IU, esiste un patrimonio disponibile praticamente infinito e utilizzato solo parzialmente. Nel periodo estivo il “mare-coste-sole” è fin troppo sfruttato mentre il tema “ambiente-cultura-archeologia–tradizioni” lo è molto meno. Questa impostazione consentirebbe di utilizzare queste altre attrattive nel periodo non estivo. L’importante è che non ci sia speculazione edilizia – vi sono fin troppe seconde case – con condizioni e tariffe vantaggiose, facendo così una mezza pensione: pernottamento, colazione, cena, mentre il pasto di mezzogiorno verrebbe consumato durante il viaggio anziché in spiaggia o al mare. Si predispone un programma di visite e ogni giorno i pullman. Sono messi a disposizione dall’albergatore o meglio dall’azienda turistica locale. passa (o lo si trova in un apposito punto), raccoglie i turisti, li conduce a destinazione. Funziona come i b&b ma così, con la parte degli introiti attribuita agli hotel consentirebbe di ricuperare parte dei costi fissi che gravano sulle spese di gestione.
E’ evidente che occorra una adeguata organizzazione che deve essere della Regione (Assessorato o altro Ente da creare appositamente) con la partecipazione di tutti gli interessati. Naturalmente vi sono molti altri itinerari possibili. Il problema è saperli (e volerli) organizzare. Esempio: quasi tutti gli alberghi di Santa Teresa Gallura (cosi come di altre località della costa gallurese) restano chiusi durante il periodo ottobre-maggio, in questo periodo offriranno nel loro catalogo-presentazione viaggi di un giorno per visitare 1) le altre località costiere della Gallura (sia ambiente che archeologia) 2) la zona interna compreso il Parco del Monte Limbara (20.000 ettari). 3) il Parco di Tepilora (8.000 ettari) su terreni di vari comuni. Sono due esempi di cos’è qui un parco, nello splendido ambiente naturale (Tepilora è riconosciuto patrimonio Unesco). 4) Castelsardo e l’Anglona (chiese medievali, dipinti, antichità, archeologia, la foresta pietrificata di Carucana, Perfugas, Berchidda (museo del vino) 5) Sassari, Alghero (visita città, musei, antichità, paesaggio), nuraghi, Capo Caccia, grotta di Nettuno, isola Asinara 6) Logudoro e Meilogu: Ozieri (antichità, archeologia, musei, chiese), reggia nuragica Sant’Antine, necropoli Sant’Andrea Priu, varie chiese e siti archeologici 7) Barbagia, Nuoro, Dorgali, grotte del Bue marino, Oliena, Orgosolo, Supramonte, Mamoiada.
Da non trascurare infine le visite ad aziende agropastorali (produzione vini e formaggi) e artigiane.

