Festa finita, o quasi. Tutti temevano la pioggia, un evento che purtroppo si è spesso ripetuto negli anni, a metà maggio, quando Olbia e la Gallura salutano il loro patrono. Quest’anno evidentemente San Simplicio ci ha messo del suo, si è impegnato alla grande perché l’attesissima festa di Mesu Maju si svolgesse senza ombrelli. Mancano ancora poche ore, e tutto (o quasi) andrà in archivio, lasciando nella bocca delle migliaia di partecipanti un dolce ricordo. Ogni anno si parla di un’edizione record, e non è il caso di soffermarsi sui numeri dell’edizione in corso: eppoi, chi li può calcolare questi numeri? Si sa solamente che questo è un appuntamento molto atteso e assai sentito dalle popolazioni galluresi, al netto dei turisti che vengoni catturati dal ripetersi degli eventi che ogni anno il comitato organizzatore si sforza di rendere sempre più piacevoli per chi partecipa alla Festa. Oggi, dopo la Messa di stamattina, è il giorno della processione solenne e dunque cala almeno una parte di un sipario che verrà riaperto con maggior splendore nel 2025. Migliaia di olbiesi (e non solo) hanno la buona abitudine di accompagnare il Santo per le vie del centro cittadino, ma dopo la processione – sempre per un’abitudine consolidata – migliaia di persone si danno appuntamento lungo la via Galvani, dove da giorni le tradizionali bancarelle sono vengono prese d’assalto per gustare il panino della tradizione. E cioè quello con la salsiccia e la cipolla. Certo, da un bel po’, la tradizione si è allargata anche alla variante “a polpi”, ma c’è da sottolineare che per tutto l’anno i bar e numerosi negozi di generi alimentari si sono attrezzati per fornire pagnotte, rosette e focacce ripiene dei molluschi conditi (nella ricetta olbiese è obbligatorio l’aceto) con olio, aglio e prezzemolo.

Oggi, in molti hanno commentato gli eventi musicali dei giorni passati. In particolare quello dei Collage, applauditissimi per un paio d’ore di concerto nonostante avessero dormito solo un paio d’ore (erano reduci da un’esibizione a Brindisi, e a un certo punto si sono scusati per aver… dimenticato qualche parola del testo di un brano). Gradita anche la performance di Raf, e di tutti gli altri artisti sardi che hanno regalato emozioni a un numero sempre maggiore di appassionati.

Ovviamente, è andato alla grande anche il lato religioso della Festa in onore del Martire. È stato il primo San Simplicio del vescovo di Tempio dom Roberto Fornaciari, e va fiero di come sono andate le cose don Antonio Tamponi, il padrone di casa in quanto parroco della Basilica, così come ha colpito positivamente il convegno storico organizzato l’altro giorno. Insomma, viva San Simplicio.