Siamo in ballo ed il secondo semestre del 1975 si rivela fondamentale per non perderci d’animo. Le musiche a richiesta, con tanto di dediche, programma condotto da Ivano Conca e il misterioso superarsenico a cura di Francesco Atzeni sono quelli che più facilmente ma insistentemente entrano pian piano prima nelle case del Campidano poi in proiezione isolana. Patrizio Mulas , Lucio Spiga e Cesare Corda curano la parte giornalistica con il coordinamento di Matteo Porru che ancora non sa di divenire il nonno della concertista Anna Tifu .
Con lo pseudonimo di “cane solitario” scimmiottando il “lupo solitario” di American Graffiti è lo stesso Nichi Grauso a condurre un programma di musica e riflessioni quando è appena scoccata la mezzanotte. A Settembre intanto torna a manifestarsi il mai sopito sogno della tv privata: il monoscopio non è generato elettronicamente ma è stampato su un foglio cartonato illuminato da una lampada da tavolo e ripreso da una telecamera di sorveglianza. Ci si arrangia artigianalmente, ma visto a casa l’effetto non è male. L’esordio è un cartoon di Bruno Bozzetto ma poi , senza un reale palinsesto , ci si immerge nella cronaca di una protesta da parte di abitanti di alloggi popolari con il primo cittadino, Salvatore Ferrara, impegnato a sedare la rivolta. È il nostro primo servizio in esterni ed otteniamo un buon riscontro di gradimento: “Bravi, sembravate la televisione”.
La crescita è veloce , oltre che su una prima informazione a singhiozzo puntiamo su programmi trasgressivi come CasiNigth di libera interpretazione tra Quasi Notte o Casino di Notte. Musica, cabaret, magia e qualche siparietto osé. Arrivano i primi ospiti nazionali e tra i tanti la soubrette Minnie Minoprio che nel suo corpo di ballo presenta una esordiente ragazza di Ozieri che impareremo a conoscere ed apprezzare: Pamela Prati.
Si registra anche il timido esordio dei primi filmini doppiati in sardo. La genialità dei fratelli Riccardo ed Alessandro Coco ma anche la verve di Giancarlo Testa o lo sport condotto da Franco Congiu mietono ascolti e pubblicità facendoli divenire i primi volti noti. Patrizio Mulas, Mario Pisano, Martine Frey, Giosi Moccia , Maurizio Olivari e Giorgio Ferrari i primi mezzi busti. La crescita fino ai primi del 1979 è inarrestabile.
Trasmettiamo a colori ben prima della Rai e a Settembre, nel viale Marconi, acquisiamo l’area e lo stabile che saranno caratterizzanti per tanti anni a venire.
(continua)

