(Sandro Angioni racconta come nacque il primo organo d’informazione sardo che ruppe il monopolio del “Gazzettino Sardo”)
La scelta della nuova sede cade su una struttura lungo il viale Marconi verso Quartu. È una vecchia casa campidanese, con annessi dei capannoni e un ampio parcheggio interno. È la dimora che era stata di Gianni Picciau , imprenditore cagliaritano ucciso durante un tentativo di sequestro. La struttura è abbandonata da anni e, scaramanzie a parte, è proprio quella che occorre. La tecnologia in continua evoluzione e conseguentemente il costo delle attrezzature creano non pochi problemi nella gestione finanziaria. Insomma le casse sono quasi sempre vuote.
La fortunata coincidenza dell’arrivo dell’avvocato Antonio Piras al vertice Sarda Leasing, e con lui un giovanissimo Paolo Desogus, apre nuovi decisivi orizzonti per l’azienda. I due sposano immediatamente il progetto e , con la concessione di un plafond miliardario, consentono di fatto il definitivo decollo dell’iniziativa.
Non ci veniva concessa la possibilità di registrare la testata giornalistica in tribunale né di poter creare nuove figure professionali in redazione. Con l’arrivo di Andrea Coco e Francesco Birocchi viene superato anche questo ostacolo e di lì a poco Andrea Frailis diverrà il primo giornalista professionista italiano proveniente da un’emittente privata.
Le dirette delle sedute del locale consiglio comunale, la festa di sant’Efisio, le non stop degli spogli elettorali , la prima edizione di Sardegna Canta ma soprattutto un azzeccato palinsesto che prevede il cartoon Jeeg Robot alle 13.30, il telegiornale dei sardi alle 14.00 e la telenovela Anche i ricchi piangono alle 14.30 consente a Videolina di affermarsi in campo regionale e, per ascolti, anche in campo nazionale: secondi dopo Telenovela di Bari che però copre più regioni dal sud al centro Italia.
Ormai è andata: il “Gazzettino Sardo” della Rai non è più l’ unica fonte dei sardi.

