Dalla “leale collaborazione” allo scontro frontale, il passo può anche essere breve. Sono bastate due settimane per far crollare la fiducia su un rapporto di collaborazione tra il governo nazionale e la Sardegna sugli impianti di energia rinnovabile.

Alessandra Todde non usa mezzi termini. “Mi sento presa in giro – attacca la Presidente – non sul piano personale, ma per quel che rappresento. Viviamo in una terra che in ogni momento è attaccata da più parti e ora è giunto il momento di difenderci”. Il casus belli è la bozza del decreto dell’esecutivo guidato da Gorgia Meloni sulle aree idonee per gli impianti di energia rinnovabile: il documento è stato redatto senza tener in alcun conto delle osservazioni fatte a suo tempo dalla Sardegna, di cui si era parlato nell’incontro del 21 maggio scorso tra la Todde e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, conclusosi con una certa dose di ottimismo. “Abbiamo posto le basi per una proficua collaborazione”, aveva dichiarato a caldo la governatrice senza immaginare che in pochi giorni si sarebbe arrivati alla rottura.

“Abbiamo ricevuto una relazione – ha sottolineato Alessandra Todde, dopo il vertice di maggioranza -, in particolare sull’eolico offshore, da parte degli uffici del ministero dell’Ambiente, che è a dir poco offensiva e non accettabile. E onestamente questo tipo di atteggiamento sicuramente mina anche la collaborazione futura”. Non manca, nella protesta decisa della presidente, un riferimento a un’azione comune con i parlamentari sardi. “Prima di essere membri della Camera e del Senato – ha osservato -, sono sardi e devono difendere la Sardegna assieme a noi. Ricordiamo che ben dieci Regioni si erano schierate dalla nostra parte, per cui non dobbiamo sentirci soli in questo confronto diretto con i governo”

La prima mossa, secondo quanto ha annunciato la Todde, sarà quella di accelerare al massimo il percorso del disegno di legge sulla sospensione degli impianti per diciotto mesi. “Le interlocuzioni con il governo sono ancora in corso. Se il governo tornerà sui suoi passi e ci proporrà una bozza che può essere accettabile, ovviamente la prenderemo in considerazione. In questo momento stiamo vedendo che questo tipo di atteggiamento non c’è. Non neghiamo la nostra collaborazione, se esistono le condizioni, ma non possiamo assolutamente tollerare di essere presi in giro”.