Siamo ancora lontani da una soluzione definitiva nel settore dei collegamenti aerei, ma la notizia della disponibilità di investire 10 milioni all’anno per tre anni allo scopo di individuare nuove tratte (la cosiddetta Ct2) a tariffe agevolate va accolta come una primo passo verso un modello di continuità territoriale che non è stato anora individuato dalla giunta regionale guidata da Alessandra Todde.

L’assessora regionale ai trasporti, Barbara Manca, ha espresso soddisfazione per il via libera ottenuto da Bruxelles al regime di aiuti la creazione di nuovi collegamenti aerei fra gli aeroporti sardi e altri scali all’interno o all’esterno dello Spazio aereo comune europeo. “Ogni anno, per tre anni – spiega la Manca – , la Regione Sardegna potrà investire 10 milioni di euro di risorse regionali per sostenere l’avvio di nuove tratte aeree tra l’Isola e nuove destinazioni nazionali, europee ed extra europee, con ricadute positive sul l’economia della Sardegna. Abbiamo già attivato il tavolo di indirizzo a cui partecipano l’assessorato ai Trasporti, l’assessorato al Turismo e la SFIRS, per l’individuazione delle nuove rotte che saranno poi oggetto di specifiche procedure ad evidenza pubblica”. Secondo l’assessora “questa misura si inserisce all’interno del progetto più ampio di mobilità aerea che l’assessorato dei trasporti sta portando avanti per migliorare l’accessibilità da e per l’isola (non solo per i residenti), quali l’abbattimento delle tariffe con gli aiuti sociali e il potenziamento della continuità territoriale aerea”,

L’aiuto coprirà il 50% del costo dei diritti aeroportuali sostenuti da ciascun beneficiario per ogni nuova rotta aerea. Bruxelles ha infatti ritenuto che il regime sia necessario e appropriato per sostenere nuovi collegamenti aerei di passeggeri in una regione in cui il trasporto aereo è essenziale per garantire la mobilità dei residenti. Inoltre, la Commissione ha giudicato il regime necessario, in quanto i potenziali beneficiari non realizzerebbero gli investimenti in questione senza il sostegno pubblico. Infine, il regime è stato considerato proporzionato in quanto l’aiuto è limitato al minimo indispensabile e avrà un impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi nell’Ue.

L’importante ora è individuare le destinazioni delle nuove tratte, fermo restando che la proroga del modello della precedente giunta regionale non ha per nulla risolto l’annosa questione e quindi anche in questo caso non bisogna perdere altro tempo per varare una riforma degna di questo nome.