Continua a tener banco, in Sardegna, il dibattito sull’energia e i suoi effetti diretti sull’ambiente. A fronte di una netta opposizione all’installazione selvaggia di pale eoliche o di impianti fotovoltaici che vede come protagonisti anche la Presidenza della Regione (Alessandra Todde ora è soddisfatta, dopo le polemiche iniziali, del modo in cui il governo ha disciplinato la materia sulla scelta delle aree idonee e non idonee), ecco svilupparsi un altro fronte che rivendica il diritto di dissentire da questa linea e propone percorsi alternativi. Un esempio è arrivato dalla “due giorni” organizzata a Quartu dall’Associazione nazionale dei Veterinari e Reduci garibaldini, e in particolare dalla sessione finale dal titolo Paesaggio: percezione e realtà dei luoghi. Storia pubblica della comunità, coordinata da Emanuela Locci docente dell’Università di Torino, che ha visto la partecipazione di docenti di altri atenei, amministratori, Legambiente, ed esperti di paesaggio.
La sintesi finale è stata affidata al sindaco di Quartu, che ha esposto il suo pensiero “con la schiettezza che mi contraddistingue. In questi due giorni di lavori – ha commentato Graziano Milia – è emerso chiaramente il senso di questo convegno. In Sardegna abbiamo un enorme bisogno di discutere apertamente, non in modo preordinato e preorganizzato, ma liberamente su questi argomenti, perché riguardano il futuro nostro e delle nuove generazioni. Dobbiamo quindi essere capaci di gerarchizzare le priorità: la prima è quella di combattere i cambiamenti climatici, senza ansia, strumentalizzazioni e opportunismi da parte delle classi dirigenti: è un nostro dovere, non è una scelta. Si può magari discutere come farlo, con meccanismi di coinvolgimento delle comunità locali pensati con grazia, come diceva Pasolini”. Il primo cittadino ha sottolineato con decisione che “il 75% dell’energia che produciamo deriva dai fossili, è questo il nostro problema; dobbiamo fare in modo di azzerare questa produzione, rapidamente, altrimenti di quale paesaggio possiamo parlare? Occorre avere senso di responsabilità, cosa che purtroppo è mancata in passato, anche sul territorio quartese. Si deve capire – ha proseguito Milia – che l’emergenza climatica è globale, non è recintata nella nostra isola: noi non bastiamo a noi stessi, nessun basa a sé stesso”. Ecco, infine, il riferimento all’eolico: “Le pale vanno messe dove devono essere messe: dobbiamo importare energia perché il nostro obiettivo dev’essere quello di chiudere le centrali a carbone. Quindi, non ci arrenderemo: ragioniamo tutti in libertà, anche quando siamo sottoposti a pressioni”.
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“Energia, la priorità è il cambiamento climatico: sempre più nero il futuro delle centrali a carbone”
Due giorni di convegno a Quartu sul tema ambientale che sta animando il dibattito politico. Il sindaco Graziano Milia: “Dipendiamo dai fossili per il 75%, quindi ragioniamo assieme su questa emergenza, ‘con grazia’, senza ansia o opportunismi. Facciamolo in libertà anche quando siamo sottoposti a pressioni”
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Una centrale a carbone
