“Sindaco io? Beh, credo di essere il più gradito, e non lo dico per presunzione, ma mi sa che non sarò io il prescelto”. Angelo Cocciu, 53 anni compiuti a giugno, consigliere regionale (ri)eletto con quasi 4mila voti di preferenza, imbocca il cammino della realpolitik o, forse, lo fa per scaramanzia quando gli si chiede lumi sul dopo Nizzi.
Perché dice così?
“Mah, è una sensazione. Mi fa piacere sapere che in una eventuale rosa di aspiranti alla prestigiosa carica sindaco c’è anche il mio nome, ma sarà Settimo a far pendere la bilancia da una certa parte”.
Quale? Ne avete mai parlato?
“Questo argomento non lo abbiamo mai nemmeno sfiorato”.
Su, proviamo a fare qualche nome: Pietro Carzedda, per esempio.
“Niente da dire: è legittimo che ci speri”.
Sabrina Serra?
“È una accorta, viene da una scuola che le suggerisce di cavalcare in ogni campagna elettorale un’onda ma vorrei rammentare che il sottoscritto, alle ultime comunali, ha preso 1549 voti e lei 800, cioè la metà dei miei. Aggiungo che se alle regionali avessimo candidato un’altra donna, avrebbe ottenuto un numero decisamente maggiore di consensi”.
C’è anche Marco Balata… E se il prescelto fosse lui?
“Semplice: io non farei più parte della coalizione”.
Esagerato…
“No, no: dico sul serio. Per chi non lo sapesse, se lo fosse dimenticato o faccia il finto tonto, ricordo che Balata, che sostiene di militare in Forza Italia, alle ultime regionali ha votato per i Riformatori Sardi. Lo so io, come lo sanno bene tutti quelli che hanno avuto un ruolo attivo. Lui crede che sia sufficiente organizzare qualche spettacolino per brillare di luce propria”. Balata, anziché continuare a sparlare di me, dovrebbe portarmi più rispetto”:
E cioé?
“Nel 2021”, immobile da tre mesi e mezzo per una frattura a una vertebra e poi ammalato di Covid, sono uscito dall’ospedale a fine agosto. Ecco, in queste condizioni mi son candidato a consigliere comunale, senza aver potuto fare un’adeguata campagna elettorale. Anziché sparlare di me, Balata farebbe bene a riconoscere che anche i miei 1549 voti gli abbiano consentito di diventare assessore. Tra l’altro, ho letto nell’intervista che Marco Balata vorrebbe diventare assessore regionale al Turismo: troppo facile, senza neanche candidarsi, chiedere e ottenere voti. Io, a suo tempo, rinunciai a favore di Giuseppe Fasolino che divenne assessore regionale senza essere stato eletto consigliere”.
“Ora capiamo perché Balata, in un’intervista al sottoscritto, affermò che non sarebbe mai andato a cena con lei, da soli…
“Ricordo bene quell’affermazione. Ma lui ha la memoria corta: tempo fa, mi vide passare in macchina, fece cenno di fermarmi, e mi invitò a cena a casa sua: saremmo stati io, lui e la moglie, che tra l’altro è una carissima amica d’infanzia. Ecco, io non ho mai accettato quell’invito”.
Ma il sindaco, che comunque sembra legato a Balata, non ha mai provato a farvi rappacificare?
“Il sindaco sa che siamo due persone adulte, con un proprio carattere, e non si intromette”.
Avete perso le regionali: per colpa di chi?
“Del partito più forte della coalizione che ci ha imposto il candidato. Se invece avessimo proposto uno dei tre di Forza Italia, la vittoria sarebbe stata nostra”.
Faccia nomi.
“Settimo Nizzi, Pietro Pittalis, Alessandra Zedda. Non a caso, i partiti di centrodestra hanno ottenuto 43mila voti in più del centrosinistra, e poi Alessandra Todde ha vinto con uno scarto di 3mila voti”.
Lei è consigliere regionale di Fi, e frequenta il Palazzo da esponente della minoranza. Che tipo di opposizione farà?
“Non preconcetta. Mi batterò intanto per il mio territorio, come ho sempre fatto. Sono contro le pale eoliche, che stiano in terra o quelle offshore: posso fare eccezione per i siti abbandonati, o di scarso pregio ambientale, come a esempio le cave dismesse. Ne approfitto per rivolgermi agli ambientalisti che non possono dire sempre di no a tutto, a ogni tipo di energia: che facciamo? Torniamo alla dinamo?”
A Cagliari cosa pensano di Olbia e della Gallura? È vero che c’è un po’ di invidia?
“A Cagliari, fin dall’inizio, ho instaurato un rapporto molto forte con Giorgio Oppi, uno che di politica se ne intendeva. Senza poterlo urlare ad alta voce, Giorgio mi diceva all’orecchio: siete la zona più vivace della Sardegna, il Pil della Gallura è il più alto dell’isola. Quindi, si rendono conto della nostra forza, a differenza di altri….”
Ancora nomi, please…
“Chi dirige l’Autorità Portuale, per esempio: vogliono le navi da crociera approdino a Cagliari, molto meno a Olbia. Non parliamo poi dell’escavo della canaletta di accesso al porto, una promessa mai mantenuta. E ancora oggi ricordo la scelta di Massimo Deiana che non tutelò i lavoratori ex Sinergest, facendo perdere loro almeno 500 euro al mese. Per fortuna, stiamo per realizzare opere imponenti e importanti per l’economia: mi riferisco al molo per i maxi yacht, che non solo abbellirà il porto vecchio, ma farà muovere l’economia: si pensi che in ogni barca di quelle dimensioni lavorano 70 membri di equipaggio, gente che sbarcherà in città e frequenterà bar, ristoranti, esercizi commerciali. Eppoi, il nuovo tunnel, il riassetto idrogeologico, l’ottimizzazione del sistema fognario nella discarica di Sa Corroncedda”.
Lei è considerato una macchina da guerra quando c’è da raccogliere voti: qual è il trucco?
“Nessun trucco. Io sono una persona umile e disponibile, intanto. Mi batto per la gente. Da vicesindaco e assessore all’Urbanistica, ho sempre tenuto aperta la porta del mio ufficio; ho risolto tanti problemi, mi sono dedicato ai temi sociali, al mondo dello sport, ho dato risposte a chi mi ha chiesto una mano per le questioni più disparate. Alla fine, l’elettorato mi premia forse perché riconosce questo impegno. Non nego che, come hanno dimostrato le ultime regionali, parecchi elettori di centrosinistra mi abbiano sostenuto per poi dare il voto al presidente allo schieramento opposto. Non solo li ringrazio, ma ne sono orgoglioso”.
Se non sarà candidato a sindaco, cosa farà da grande? Ha provato ad approdare a Palazzo Madama e non ce l’ha fatta…
Vorrei occupare un posto alla Camera, obiettivo che avrei potuto anche raggiungere se la candidatura non ci fosse stata scippata dalla Lega. Lo dimostra il fatto che, a causa di un’assurda legge elettorale, io, candidato al Senato, abbia preso 64mila voti e non sono bastati”.
Cosa pensa dell’opposizione consiliare di Olbia, che ora è pure spaccata? Un bel vantaggio per voi...
“Non è facile fare opposizione a chi governa bene. Faccio l’esempio della recente variante al Pai: si è trattato di un’intuizione geniale, qualcosa che consentirà a giovani coppie o comunque a olbiesi di poter sopraelevare la propria casa. Ecco, Settimo Nizzi ci ha pensato ed è per questo che è il numero 1. Se si fa politica, occorre riconoscere anche i meriti degli avversari quando propongono e realizzano cose giuste”.
Restando alla minoranza consiliare, Ivana Russu ha rotto gli argini e ha posto in modo ufficiale la sua candidatura a sindaca. Come la vede?
“Bene, nel senso che ne sono lieto perché con la sua presenza aumentano le nostre percentuale di successo”.
Non la stima?
“No, non è questo: me ne guarderei bene. Dico solo che altre candidature ci avrebbero reso un po’ più difficile la vittoria, che tra l’altro do per scontata”.
Beh, forse questa è presunzione?
“No, è realismo. Non ci sarà più un partito della nostra coalizione che si schiera con gli altri. Alle prossime comunali, saremo tutti compatti, ci sarà anche Fratelli d’Italia, e i 1200 voti di differenza di cui ha parlato nell’intervista a Moroseduto il segretario del Pd Pietro Spano sono in realtà 600″.
C’è rivalità con Giuseppe Meloni, un’altra macchina da guerra in termini di voti?
“Nessuna rivalità. Ammiro il Pd per aver scelto di concentrare i consensi su una sola persona. Di questa quantità di consensi, ne ha usufruito anche la Russu perché in molti supponevano che fosse obbligatorio votare anche per una donna”.
Un’ultima curiosità. Qual è e quanto conta, nella sua attività politica, il rapporto con suo zio, l’ex sindaco e l’ex senatore Mario Cocciu?
“(Si commuove) Zio Mario non è solo mio zio, è un pilastro della mia vita, una figura paterna: io, purtroppo, ho perso il padre da giovane. Zio Mario ha sempre appartenuto a uno schieramento politico diverso dal mio, ma per me, per la mia vita, è una persona molto ma molto importante”.
