Erano gli anni 50 quando in America iniziava a raggiungere una ampia popolarità il Rock and Roll , un genere musicale nato dalla evoluzione della musica afroamericana del Rhythm and blues , Gospel, pop e Country. La seconda guerra mondiale era finita e tra i giovani si faceva strada la voglia di libertà, divertimento,
leggerezza ma anche di ribellione. In un’America dove serpeggiava ancora il razzismo, il Rock and Roll ha contribuito in maniera significativa alla lotta per la parità dei diritti civili e all’avvicinamento tra bianchi americani e popolazione di colore. Tra i vari grandi artisti che a quei tempi hanno spalancato le porte ad una grande rivoluzione musicale statunitense e poi mondiale ci sono stati Bill Haley, Elvis Presley e Jerry Lee Lewis.
Sono trascorsi più di 70 anni da quel momento, è una bella serata di inizio agosto 2024 a Porto Rotondo. Diverse guerre stanno funestando la serenità del mondo ,ma da qui non si vede niente, sembra tutto così lontano da noi. La pressione dei media inevitabilmente causa nella nostra relativa serena quotidianità un inquietudine, una frattura composta delle anime ed è sempre più forte il desiderio di spensieratezza.
Nella piazzetta San Marco del grazioso ed elegante borgo è tutto pronto per il concerto di Matthew Lee. Questo è il nome d’arte di Matteo Orizi, 42 anni , cantante e pianista di Pesaro che con la sua musica in giro per il mondo sta facendo quello che nessuno più ha osato fare dopo il periodo d’oro del Rock and Roll. Sul Palco i fari blu illuminano il pianoforte a coda nero lucido, la gente attende trepidante questo nuovo
Jerry Lee Lewis italiano poco noto a livello nazionale ma conosciutissimo ed amato all’estero. “Quando dicevo che da grande avrei voluto fare l’artista nessuno mi prendeva in considerazione, ho studiato e mi sono diplomato in pianoforte al conservatorio, ma la musica classica non la vedevo proprio nel mio futuro, proprio io che sono cresciuto, grazie a mio padre, con pane ed Elvis Presley”. Questo è uno
dei messaggi che ha voluto condividere con il suo pubblico Matthew Lee durante il concerto.
Improvvisamente, la piazzetta del borgo di Porto Rotondo, dove tutto è eleganza, luci soffuse e vita “smeralda”, si è teletrasportata indietro nel tempo , in quegli anni 50 del dopoguerra dove l’unico desiderio era quello di libertà sotto tutti i punti di vista.
Sono bastate le prime note al pianoforte del brano Great balls of fire e le acrobazie del front man della band Matthew Lee per far sollevare tutti dalle sedie e scatenare il “delirio” della folla che, piena di entusiasmo e caricata di energia positiva, ballava e cantava quelle canzoni così lontane nel tempo ma sempre così vivide nel cuore.
La trasversalità di quei ritmi così lontani dal panorama musicale moderno ha fatto centro anche l’altra era a Porto Rotondo, nonostante siano trascorsi piu’ di 70 anni dall’avvento del Rock and Roll in America. Sul viso di bambini, giovani ed adulti solo grandi sorrisi e gioia per tutta la durata del concerto.
La serata si è conclusa con l’immancabile bis durante il quale l’artista si è superato suonando in piedi sopra il pianoforte, utilizzando ,i gomiti, i piedi e dando le spalle alla tastiera con le braccia portate all’indietro. Applausi a non finire per quella band che è stata capace di far fare a tutti un salto nel passato , in quel passato che ci ha lasciato in eredità indistruttibili e indissolubili gemme preziose della musica.
Chissà cosa lasceremo noi in eredità dal punto di vista musicale alle generazioni future… meglio non pensarci.
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In delirio per Matthew Lee, cresciuto a pane e Rock and Roll
Nella piazzetta San Marco di Porto Rotondo, il pianista-cantante-acrobata Matteo Orizi ha regalato un concerto di alto livello, proponendo alcuni dei pezzi classici che anche oggi, dopo 70 anni, creano entusiasmo negli amanti del genere che ha celebrato Jerry Lee Lewis, Elvis Presley e Bill Haley
2–4 minuti

Il concerto di Matthew Lee (Matteo Orizi) a Porto Rotondo
