Anche quest’anno StartupItalia ha stilato la lista di donne italiane da seguire sui temi dell’innovazione che si sono distinte per il loro lavoro. Le Unstoppable Women – la community di donne che sta cambiando l’Italia – sono fondatrici, manager, imprenditrici, attiviste, ricercatrici, ma anche sportive, artiste, scienziate e politiche. Tra le donne che ricoprono ruoli politici spicca la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde e la presidente del consiglio dei ministri, Giorgia Meloni. La Todde però non è l’unica sarda presente. Tra le altre ci sono anche Alice Soru, Ceo di Open Campus; Alice Mascia, amministratrice di Dazn per Svizzera, Germania e Austria; Alessandra Farris, co-fondatrice di IntendiMe; Cinzia Pilo, fondatrice di Reb Onlus.

Le donne che aspirano a posizioni di potere si trovano spesso a scontrarsi con un mondo che ancora fatica ad accettarle del tutto. È una realtà che a volte sembra bruciare, un’ingiustizia che continua nonostante i tempi e le tante tante parole spese in nome non solo della parità, ma anche del progresso. 

In Italia, le imprese guidate da donne rappresentano appena il 23% del totale, una percentuale che esige un cambiamento. Siamo ancora lontani anche dalla media europea del 32%. Nel mondo delle startup invece si registra una crescita lenta: sono 2.200 le iniziative al femminile registrate a giugno 2024 (sul totale di oltre 15.000 startup). Si avanza con un passo incerto, ostacolato da barriere sia culturali che strutturali. Se guardiamo all’Europa, in questo caso i dati non migliorano, solo il 7% delle aziende è guidato da una Ceo donna. Un numero ancora davvero troppo basso e le donne continuano a essere pagate meno dei loro colleghi maschi, una disparità che continua a ripetersi a dispetto della parità formale che a volte si racconta.

Il mondo del lavoro sembra quindi ancora essere un po’ un campo minato per le donne, carico di pregiudizi e stereotipi che fanno male alla fiducia e ostacolano l’ascesa verso posizioni di comando. Fortunatamente in realtà di esempi virtuosi ce ne sono molti, solo che troppo spesso non trovano il giusto spazio nell’agenda mediatica o portati avanti con narrazioni non meritevoli.