Vi siete mai chiesti come sono state calcolate le tariffe in Continuità territoriale? Offro un ragionamento che ci può aiutare a capire il valore delle voci di costo che concorrono alla formazione del prezzo finale inserito nel decreto firmato dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. È opportuno, con l’ausilio del grafico che vi proponiamo qui sotto, un quadro di confronto tra le tariffe base rapportate alla distanza percorsa della Continuità territoriale della Sardegna e della Corsica.


Le 5 rotte operate da Air Corsica con aerei turboelica da 72 posti, sono più economici degli Airbus in termini di costo x ora volata. In tutti gli altri casi è utilizzato l’Airbus 320 (simile a quelli utilizzati da ITA per la Continuità territoriale su Cagliari) e quindi confrontabili per le nostre valutazioni. Ora chiediamoci: come hanno fatto i corsi a costruire tariffe molto più economiche rispetto a quella proposta dalla Regione Sardegna? Proviamo a fare l’esame dei costi che deve sostenere il vettore aereo per un’ora divolo. Il parametro che si prende in considerazione varia da 0,06 a 0,11 per sedile. Il valore è dedotto sulla base dei costi di gestione e di esercizio della flotta. Verosimilmente il valore più basso sarà attribuito al vettore con i costi di gestione ed esercizio più contenuti. Tra i vettori low cost rientrano in questi parametri Ryanair e Wizzair.
Vediamo ora un esempio di calcolo. Costo per sedile del vettore più economico: 0,06 x distanza percorsa in km. Se prendiamo la distanza Cagliari-Roma Fiumicino otteniamo: 0,06 x 393 = 23,58€. Con la capacità di 189 posti (Boeing 737 Ryanair) calcoliamo il costo per ora di volo: 23,58€ x 189 = 4.457€. Se svolgiamo lo stesso esercizio applicato a un vettore che ha un costo per sedile di 0,11 (con gli stessi posti offerti) il costo per sedile diventa 43,23 e quello per ora volata 8.170€. Il range del costo per sedile per una tratta di 393 chilometri, equivalente alla Cagliari-Fiumicino, varia da circa 24€ a 43€ per sedile. Se ipotizziamo di stare nella media possiamo assumere il valore di 33,5€ di costo base per la costruzione della tariffa. Se ipotizziamo di riconoscere al vettore un margine del 7% sul costo otteniamo la tariffa base di 33,5€/0,93 = 36,02€. Rispetto all’attuale tariffa base di 52,99€ c’è una differenza di 16,97€ che, suppongo, servono a coprire forfettariamente i costi relativi ai servizi compresi di: bagaglio in stiva fino a 23 kg; rimborso in caso di mancato utilizzo del servizio; cambio data; cambio nome e cambio itinerario.

Il risultato è che, rispetto all’attuale prezzo finale, compreso di tasse aeroportuali e addizionale comunale sui diritti di imbarco, che si può verificare nel sito ITA, i residenti passerebbero dalle attuali 65,68€ a 48,71€. Sul tema dell’addizionale comunale ho scritto tre post che potete trovare nel mio blog http://www.sandrousai.it. Ora, tenuto conto che i passeggeri hanno esigenze diverse, e non tutti utilizzano i servizi compresi nel pacchetto tariffario in Continuità territoriale, diventa fondamentale ragionare se conviene di più dichiarare la tariffa senza nessun servizio aggiuntivo ovvero partendo dal valore base e specificare ogni voce di costo aggiuntiva offerta dal vettore (ottenuta tramite la migliore tariffa indicata nella risposta al nuovo bando), compresi i servizi ancillari, quali la scelta del posto, lasciando al passeggero la libera scelta del servizio che desidera acquistare.
Siamo arrivati sin qua e ora torniamo alla domanda iniziale: come fanno i corsi aindicare una tariffa decisamente più bassa del valore ottenuto esaminando i costi di gestione e esercizio di un aeromobile tipo Airbus 320 o Boeing 737? Secondo me i corsi hanno abbattuto ulteriormente il prezzo base aumentando la copertura finanziaria degli OSP. In altre parole, la tariffa in perdita è compensata dalla maggiore quota di capitale di rischio coperta dagli Oneri di Servizio Pubblico. Tanto paga lo stato francese! Concludo dicendo che se la Regione Sardegna pensa di operare ancora con la formula degli Oneri di Servizio Pubblico (OSP), sarebbe opportuno che dichiarasse come ha ottenuto la tariffa base affinché non ci sia una speculazione nascosta da buonismo tariffario che invece è palesemente un inganno ai danni dei sardi.