Una svolta importante per le persone che soffrono di diabete, una patologia che in Sardegna (al pari della Finlandia) fa registrare numeri straordinari e in continua crescita, ben superiori alla media nazionale. È stata aperta la platea di utilizzo del farmaco Glucagone spray, che ora è accessibile gratuitamente ai 30 mila pazienti sardi, grazie alla copertura da parte del Servizio Sanitario Regionale. Un provvedimento all’avanguardia nel panorama sanitario regionale e nazionale – ancora più importante in Sardegna dove si registra una altissima incidenza della patologia – che consente la somministrazione del farmaco molto più facilmente. “Il costo del trattamento – fanno osservare l’assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi e la stessa presidentessa Alessandra Todde – era totalmente a carico dei pazienti”. Il farmaco sarà ora accessibile indistintamente a tutti mediante prescrizione diabetologica specialistica, effettuata attraverso il Piano terapeutico. Uniche condizioni essenziali saranno l’ipoglicemia severa e aver compiuto 4 anni. “Questo – hanno osservato Todde e Bartolazzi – è solo un altro passo realizzato a testimonianza della nostra volontà e del nostro impegno a cambiare in meglio la sanità sarda, una sanità che dia risposte concrete a chi ha bisogno di cure.

COSA È. Un ‘puff’ nel naso e la vita è salva: in caso di ipoglicemia severa, il glucagone spray è il primo e unico farmaco che con un gesto semplicissimo offre una soluzione immediata ed efficace al calo repentino ed eccessivo della glicemia nelle persone con diabete. I pazienti potranno tirare un sospiro di sollievo e d’ora in poi temere un poco di meno una delle complicanze più pericolose e diffuse della malattia, grazie a questo spray salvavita il cui utilizzo è a prova di errore per chiunque e che può essere tenuto sempre a portata di mano perché non richiede particolari precauzioni nella conservazione.
«Quando una persona con diabete va incontro a un episodio di ipoglicemia grave, con la perdita di coscienza, non c’è tempo da perdere: non potendo somministrare zuccheri per bocca, è necessario che un’altra persona intervenga subito con il glucagone, l’ormone antagonista dell’insulina che stimola il fegato a rilasciare e produrre glucosio riportando rapidamente la glicemia nella norma – spiega Paolo Di Bartolo, presidente dell’Associazione italiana medici Diabetologi –. Fino allo scorso anno il glucagone eradisponibile solo per iniezione intramuscolare ed era perciò necessaria la presenza di qualcuno in grado di somministrarlo; poi è arrivato anche nel nostro Paese il glucagone in formulazione spray per via nasale, una polvere che non deve essere neppure inalata visto che può essere utilizzata anche su pazienti incoscienti. Basta un puff in una narice per ottenere l’effetto. Consentire l’accesso gratuito a questo farmaco, può essere un’ancora di salvezza per i pazienti, è un importantissimo passo avanti per restituire sicurezza e migliorare la qualità della vita».
«L’improvviso calo della glicemia al di sotto del valore di 54 mg/ml, che rappresenta la soglia per intervenire al fine di correggere l’ipoglicemia e prevenirne le conseguenze, è un’emergenza imprevedibile che ogni anno riguarda molti pazienti, in particolare quelli in terapia con insulina – precisa Emanuele Bosi, direttore del Centro di Diabetologia e professore di Medicina Interna dell’Università Vita Salute dell’Ospedale San Raffaele di Milano –: nei bambini, negli adolescenti e più in generale in tutte le persone con diabete di tipo 1, soprattutto di lunga durata, il rischio di ipoglicemia riguarda tutti, fino ad oltre il 40% dei pazienti colpiti almeno una volta all’anno. Inoltre, anche se meno frequenti (fino al 25%), episodi di ipoglicemia sono possibili anche in pazienti con il diabete di tipo 2, sempre in terapia con insulina. Per tutte queste persone l’ipoglicemia è una spada di Damocle che incombe e che non fa dormire notti tranquille: infatti, per riprendersi da una crisi è spesso necessaria l’assistenza di un’altra persona, mentre in assenza di soccorsi si può andare incontro alla perdita dello stato di coscienza e addirittura alla morte».

