Riportiamo integralmente il post apparso su Facebook del collega e amico Pier Luigi Rubattu, ex caporedattore della Nuova Sardegna, da poco tempo in pensione. Come racconta lui stesso, Pier Luigi ha trovato un filmato del 1996 (!) andato in onda sull’emittente TeleregioneCinquestelle curato dalla collega Marella Giovannelli sul “Gallurese dell’Anno”, un concorso organizzato voluto dalla Nuova. La redazione di Olbia all’epoca fu letteralmente invasa dai tagliandi dei lettori che lo stesso Rubattu (allora vice del sottoscritto alla guida della redazione) selezionava e raccoglieva con il coinvolgimento di tutta la redazione, fino ad arrivare alla proclamazione del vincitore. Fu davvero un successo straordinario, non solo il concorso in sé ma anche la serata di premiazione (condotta da Mauro Orrù) in una stazione marittima colma fino all’inverosimile. Il servizio della Giovannelli si riferiva proprio alla cerimonia nel corso della quale il pubblico ha (e gli stessi vertici del giornale) festeggiato don Andrea Raffatellu, il vincitore del concorso.

Ecco il post di Pier Luigi Rubattu

Riordinando vecchie cose d’archivio, ho trovato il video della premiazione del “Gallurese dell’anno”, il concorso organizzato dalla redazione di Olbia della Nuova Sardegna nel 1996 (all’epoca lavoravo lì). Il servizio televisivo è firmato da Marella Giovannelli. Come funzionava “Il gallurese dell’anno”? A pagina 2 del giornale c’era una scheda sulla quale il lettore poteva scrivere il nome del/della gallurese, a suo parere, più meritevole. Ritagliava e spediva in redazione. Non indicammo una rosa blindata di nomi: molte candidature nacquero spontaneamente e a volte si formarono comitati per sostenerle. Ci fu chi arrivò nel vecchio ufficio di via Roma con centinaia di schede dentro una valigetta. Ma c’era anche chi spediva per posta un singolo voto, magari da un paesino ai confini della Gallura. Cercammo di dare sempre un tono allegro alla competizione, che durò circa due mesi e fu vinta da don Andrea Raffatellu, amatissimo anche per il suo impegno contro le tossicodipendenze. Il primo a proporre l’iniziativa era stato l’amministratore delegato Odoardo Rizzotti, ispirandosi a esperienze analoghe nei quotidiani del Gruppo L’Espresso. Il direttore Livio Liuzzi e il capo della cronaca di Olbia Augusto Ditel passarono con convinzione alla fase operativa. Io mi occupai del conteggio dei risultati e degli articoli dedicati ai candidati più in vista, con il supporto dell’intera redazione. “Il gallurese dell’anno” aveva qualcosa a che fare con il giornalismo? Secondo me sì. Alcuni colleghi ritennero invece il concorso troppo “popolare”, “basso”, “cheap” (la sintesi è mia) perché faceva emergere anche persone quasi sconosciute, oppure altre notissime, ma considerate simpatiche macchiette. Dunque venne fuori un interessante confronto professionale. C’è da dire che i lettori apprezzarono. Decine di migliaia di schede inviate in redazione e un’affluenza notevole alla serata finale alla Stazione Marittima. Nel filmato, oltre a me, si riconoscono (ahinoi, tutti con 28 anni di meno) Augusto Ditel, Antonello Sechi, Tiziana Simula, Eugenia Tognotti, Tonio Biosa, l’allora sindaco Giommaria Uggias, Mauro Orrù, che fu il conduttore della premiazione, Jeff Onorato – Emerge Fitness. Compaiono anche, ma nel frattempo ci hanno lasciato, il direttore Livio Liuzzi, lo storico manager del giornale Vittore Cordella e don Giuseppe Ruju, le cui poesie apparvero a lungo sulle pagine olbiesi della Nuova.