Ormai questa dell’Olbia calcio è una soap opera. Ce n’è una (ma anche più d’una) al giorno, di notizia, in questa commedia dell’assurdo. Tiene banco il caso di Luca La Rosa, messo all’angolo con Cristian Anelli e Riccardo Santi (Rizzitano sarebbe stato “graziato” perché senza un secondo portiere non si può andare avanti). A Olbia, non solo tra i sostenitori della squadra di calcio, la protesta per l’esclusione del capitano è unanime. Fa sorridere la motivazione della proposta di risoluzione del contratto: scarso rendimento. Lo ribadiamo: tutto si potrà dire di La Rosa, ma l’impegno e la voglia di non mollare mai non gli fanno difetto. Doti innate, ma anche ereditate dal padre, il compianto, Giuseppe, anche lui pezzo forte dell’Olbia, venuto a mancare in età giovanissima. Sui social, sono intervenuti anche i suoi ex insegnanti, per non parlare degli ultras che – si dice – stanno preparando qualcosa di particolare per esternare ancora di più il loro profondo dissenso nei confronti della decisione del presidente Guido Surace, presa con l’avallo del tecnico Ze Maria, diventato nel frattempo plenipotenziario nel senso che non solo è il braccio operativo della proprietà ma dovrà pensare anche al mercato. Surace vive a Olbia e forse ha sentito l’umore della gente e ieri – secondo un’indiscrezione raccolta in ambienti solitamente molto ben informati – avrebbe proposto a Luca La Rosa (dopo il suo netto rifiuto ad accettare il diktat del club) di poter ottenere un posto di dirigente. Un altro due di picche è arrivato dal giocatore. Di più. I vertici della società, prima della seduta di allenamento, stavano anche per dirottare il trio in un locale diverso da quello occupato dagli altri calciatori, giusto per non “confondersi”. Una più attenta riflessione (stimolata dal parere di chi conosce le regole) poi ha sconsigliato la singolare discriminazione e i tre si sono spogliati con i colleghi per poi allenarsi separatamente. Quanto all’impressione che tutte queste manovre abbiano come obiettivo Ninni Corda, tutto lo farebbe pensare, ma per esempio non si capisce il motivo per cui non si interrompa il suo rapporto di consulenza con la Swiss Pro. Per saperne di più, abbiamo tentato di metterci in contatto con il direttore, senza successo. Radio tam tam riferisce che Corda non sarebbe in forma smagliante e avrebbe presentato un certificato medico. In mancanza di conferme ufficiali, siamo al giallo. E anche questo fatto non contribuisce a quel livello di trasparenza che sarebbe davvero indispensabile, se si vuole essere credibili.