Prima un faccia a faccia con i tifosi, poi il confronto con i giornalisti. Ze Maria, a sei giorni dalla sua prima vittoria (terzo risultato utile consecutivo), cerca di ottimizzare il tempo, alla vigilia della sfida contro il Terracina, definita “una squadra da affrontare con attenzione, senza però immaginare uno scenario diverso dalla vittoria casalinga che manca da troppo tempo (17 marzo, 4-1 alla Recanatese). Come ho detto ai ragazzi in settimana, e ai nostri sostenitori stamattina, abbiamo bisogno di tutti, del calore della gente e della città, di sentirci uniti per un unico scopo: uscire da questa zona della classifica il più in fretta possibile”. Il tecnico brasiliano parla senza baldanza, pesa le parole e si distingue per la calma olimpica, ora che è stato caricato sulle sue spalle anche il fardello del mercato, in seguito alla decisione della proprietà di estromettere Ninni Corda da tutto ciò che riguarda l’Olbia. “Non è una mia decisione, quella, e dunque non entro nel merito. Il mercato? Ho già individuato su quali ruoli e settori intervenire, ma non voglio anticipare nulla”. Ovvio che l’Olbia sta ricevendo segnalazioni e profili di giocatori pronti a trasferirsi da queste parti, ma sembra di capire che l’allenatore – ormai il vero plenipotenziario della parte tecnica – debba ponderare bene curriculum e caratteristiche degli eventuali acquisti, “anche in funzione delle stagioni venture, scegliendo giocatori sui quali puntare oggi ma anche in prospettiva”. Per ora si limita a dire che “stiamo lavorando molto bene. Quando i ragazzi, a fine allenamento, mi dicono di essere stanchi, io sono contento: significa che hanno dato tutto. Questo mi fa capire che mi seguono davvero e si stanno avvicinando molto alla mia idea di calcio e da quello che chiedo a ogni singolo elemento a mia disposizione”. A proposito di singoli, il discorso cade (lo facciamo cadere) su Staffa, un centrocampista che si sta piacevolmente mettendo in mostra per le sue capacità tecniche, il carattere deciso, e la propensione al gol (tre centri fino a oggi, pur non essendo un bomber), al punto da essere considerato (per chi scrive) un giocatore intoccabile. Ze Maria ridacchia un po’ prima di rispondere: “A me, Staffa, piace molto anche sotto l’aspetto umano. È uno che lavora sodo e non si lamenta mai, ascolta quel gli dico e lo esegue con dedizione. Domenica scorsa, l’ho impiegato come uno dei due davanti alla difesa, e se l’è cavata egregiamente. Non è l’unico, ma sono soddisfatto delle sue prestazioni considerando che lo conosco solo da quindici giorni”. Stimolato da una curiosità sulla eterna rivalità tra Brasile e Argentina, il coach tranquillizza tutti: “Sono… circondato da argentini, lo stesso presidente (Guido Surace è venuto tante volte a trovarmi, a Parma, mi ha voluto fortemente dopo avermi illustrato il progetto Olbia) è argentino e vi assicuro che non esiste alcuna rivalità”. Sul reintegro di Luca La Rosa, glissa. “Si è alleato col gruppo, è a disposizione, essendo uno dei convocati”. Ze Maria, tecnico diplomatico e un po’ ermetico.