Lo Ze Maria che non ti aspetti. L’Olbia vince in casa dopo un digiuno infinito (non accadeva dal 17 marzo scorso, 4-1 alla Recanatese, serie C), sorpassa il Terracina, il tenace avversario odierno, avanza in classifica e lui che fa? Si lamenta, non è felice. “L’Olbia deve agire, non reagire”, ripete come un mantra l’allenatore. Tradotto in soldoni, la sua squadra si deve mettere nelle condizioni di “imporre il suo gioco, non di stare a guardare”. Non è un caso, a ben pensarci che le due vittorie di fila targate Ze Maria (che al suo attivo ha un bilancio di sette punti in tre gare) siano finite 2-1, e siano i frutto di altrettanti ribaltoni. Come dire che i bianchi, per ottenere il successo pieno, hanno bisogno di essere “stimolati” da un gol degli avversari. Solo a quel punto, forse perché feriti nell’orgoglio, accelerano la manovra, sviluppano trame di bel gioco, agguantano il risultato (con De Grazia, autore di prova strepitosa, da 8 in pagella: la migliore da quando Marco Amelia lo ha convinto a trasferirsi in città), e poi lo ribaltano (gol di Furtado, altro pezzo segnalato dall’ex portiere della nazionale, segnato alla… Ragatzu (a giro, col sinistro. sul palo lontano). “Il primo tempo – racconta Ze Maria – non mi è piaciuto per nulla e l’ho detto ai ragazzi nell’intervallo. Abbiamo subìto il gol in seguito a un doppio errore difensivo. Non deve accadere più”. Però, al giudizio severo del tecnico, c’è da aggiungere che nella seconda frazione di gioco la squadra ha messo in mostra un calcio piacevole, arricchito da scambi efficaci, intenso sul piano atletico e anche dal punto di vista del carattere. A parte De Grazia (un lusso per questa categoria), un po’ tutti si sono svegliati da una sorta di torpore che forse – come ha osservato lo stesso allenatore – “forse dipende da una paura che deve scomparire per sempre”. Elementi come Staffa (promosso capitano a tutti gli effetti), Arboleda, lo stesso Furtado, si sono distinti per abnegazione e hanno fatto da traino nei confronti dei compagni di squadra. Tutto perfetto, dunque? Neanche per sogno.

I NUMERI. Sarà una fissazione, ma occorre partire da alcuni numeri che non mentono mai. L’Olbia ha centrato il quarto risultato utile consecutivo (3 con Ze Maria in panca), e ora si trova da sola a 13 punti in graduatoria, in una zona non ancora nobile, ma comunque decisamente più confortevole dell’ultimo o penultimo posto, occupati fino a non molto tempo fa, nel periodo della bufera.

LE PROSPETTIVE. Sulla base delle cifre, si può guardare al futuro con un pizzico in più di ottimismo. Vincere fa bene non solo alla classifica, ma è utile soprattutto per alimentare l’autostima, altro elemento indispensabile nel calcio. Se poi, a un collettivo che sta facendo emergere valori sempre più apprezzabili, si aggiungono alcuni rinforzi, beh, il prosieguo del campionato potrebbe riservare ancora piacevoli sorprese, inimmaginabili prima del terremoto che ha portato all’allontanamento di tre calciatori (La Rosa è rientrato, ma Ze Maria ha detto apertamente che è “un giocatore come gli altri, e il capitano resta Staffa”), al ridimensionamento del direttore Ninni Corda alla palese contestazione dei tifosi che oggi hanno salutato con immenso piacere il ritorno ai tre punti (uno di loro, ha scritto: “Ora cominciamo a ragionare”. Giustissimo. Bisogna ragionare, senza montarsi la testa, per non precipitare un’altra volta nel burrone.