Ieri, in concomitanza con la riunione del Consiglio Comunale, gli occhi della stampa nazionale e internazionale erano puntati su piazza. Lì, sull’ ultima panchina scampata alla furia iconoclasta del sindaco Settimo Nizzi, io e altri 5 ex-comunisti abbiamo giurato che non avremmo più abbandonato la suddetta panchina, ormai diventata l’ultimo bastione del socialismo e abbiamo deciso di resistere ad oltranza al dispotismo e all’arroganza del potere. Ziu Antoni, che già 50 anni prima, era stato sospettato di rapporti amichevoli con esponenti locali della Democrazia Cristiana e di opportunismo socialdemocratico , ha proposto di mettere le rotelle alla panchina, in modo da spostarla ogni volta che si presentasse il rischio imminente di sradicamento del sedile, ma la proposta è stata sdegnosamente etichettata di riformista e rinunciataria ed è stata bocciata dallo schieramento più genuinamente rivoluzionario. Come due secoli prima i delegati del Terzo Stato, nella sala chiamata della Pallacorda, avevano dato l’ avvio alla rivoluzione francese, così noi abbiamo solennemente sancito il nostro patto, dando l’ avvio ad una rivolta sociale destinata a travolgere non solo l’amministrazione comunale, ma tutto l’assetto politico ed economico vigente, inaugurando un’epoca di giustizia e fratellanza. Se non vinceremo, ci siamo detti, la nostra resistenza ed il nostro coraggio saranno comunque ricordati dai posteri come l’ultima grande battaglia ideale e politica della sinistra non solo olbiese, ma nazionale e internazionale. Essendo io, con i miei 75 anni il più giovane del gruppo, ho i iniziato il primo turno del presidio, disposto anche a frapporre il mio corpo fra la panchina e le brigate integraliste nizziane, ma, purtroppo, al momento del cambio di guardia, non si è presentato più nessuno, per cui mestamente sono tornato a casa dove mi son dovuto mettere a letto con un febbrone da cavallo, ma con la coscienza di aver indicato agli eredi della Sinistra il cammino da percorrere. Viva le panchine, viva il socialismo.
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“Avremmo voluto mettere le rotelle all’ultima panchina, purtroppo hanno prevalso le truppe nizziane e mi son messo a letto con un febbrone da cavallo”
Commento semiserie dopo il consiglio comunale: è fallito il tentativo di difendere l’ultimo baluardo della libertà, volevamo resistere a oltranza al dispotismo per l’ultima battaglia ideale e politica della sinistra non solo olbiese ma nazionale e internazionale ma non ce l’abbiamo fatta. Però la strada è quella giusta
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