Se osserviamo la storia, soprattutto quella che in qualche modo noi stessi abbiamo vissuto, non foss’altro perché è contemporanea o quasi alle nostre generazioni o a quelle dei nostri padri, non possiamo ignorare il fatto che esista un meccanismo per cui gli oppressori, utilizzando una comunicazione martellante, riescono a fare passare se stessi come vittime, e gli oppressi come terroristi. Molti sono gli esempi che mi vengono in mente, relativi a epoche recenti, uno è quello dell’Irlanda del nord arbitrariamente occupata dagli inglesi, l’Algeria, occupata dai francesi, la Palestina occupata da Israele, la Somalia e l‘Eritrea occupate dagli italiani etc.
Se poi volessimo fare un passo più indietro nella storia, davvero i casi di occupazione arbitraria e violenta di intere nazioni, e riduzione in schiavitù di popolazioni inermi sarebbe quasi infinito, spagnoli e portoghesi che rifornivano le colonie americane di schiavi strappati dai paesi africani e portati a forza nelle Americhe per sopperire alla mancanza di mano d’opera, visto che le popolazioni indigene erano state sterminate dalla schiavitù e dalle malattie portate dagli stessi conquistadores. Per giunta quasi mai la storia rende giustizia agli oppressi, al contrario, poiché sono sempre i vincitori a scriverla, nella totalità dei casi le vittime sono sempre descritte come terroristi o ribelli. Erano ribelli e selvaggi i cosiddetti ‘Indiani d’America” che i civilissimi coloni sterminarono fino a ridurli a poche migliaia. Erano ribelli gli abitanti del Congo Belga, e, giusto per ricordarlo, durante il regno di Leopoldo secondo, ne furono uccisi tra i 10 e i 15 milioni, circa la metà della popolazione, perché non amavano essere ridotti in schiavitù e lavorare per il sovrano nelle estrazioni del caucciù. Sono terroristi i ragazzini palestinesi perché tirano sassi contro uno degli eserciti più forti e meglio equipaggiati del mondo, quello israeliano, che in questo momento sta radendo al suolo e sterminando uomini donne e bambini che legittimamente vivono nella striscia di Gaza, e ora rivolge le sue attenzioni al Libano e al resto del mondo medio orientale. Erano terroristi gli algerini che lottarono per molti anni per liberare il paese dall’ occupazione francese con un numero di morti superiore a un milione. Il meccanismo ormai collaudato, è sempre lo stesso: definire Terrorista chiunque lotti per liberare il proprio Paese e il proprio popolo dall’ oppressore. Allo stesso tempo definire democratici e detentori del diritto legittimo coloro che di fatto occupano arbitrariamente territori o interi stati sottoponendo le popolazioni ad angherie e vessazioni.