È il giorno 2 del mese di Gennaio 2025. Anche a Olbia, i primi giorni del nuovo anno sono quelli del ritorno graduale allo stato della normalità quotidiana. È un bel pomeriggio invernale, il sole è alto nel cielo ma l’aria è pungente. Al molo Brin si lavora alla rimozione delle strutture posizionate per il concertone di fine anno (foto sotto), evento che ha catapultato nuovamente la città gallurese nel podio della classifica delle presenze per i festeggiamenti del 31 Dicembre. Si passeggia lungo il corso Umberto nonostante l’aria frizzante e i toni un po’ deflessi delle giornate post festive. Sono quasi tutti turisti stranieri quelli che fanno “le vasche” lungo la via principale del centro storico olbiese. A piedi o in bicicletta non fa differenza, l’importante è godersi fino in fondo queste belle giornate prima di ripartire per chissà quale paese europeo, che in questo periodo offre un clima rigido e assai diverso dal nostro. Le gelaterie sono prese d’assalto, un giovan a e americano entra in una di queste e fa una richiesta insolita. Una musica di sottofondo proveniente dalla radio dell’attività, e prendendo la palla al balzo, lo straniero chiede se fosse possibile ascoltare una canzone a lui molto cara , “Hallo Like before”, brano del 1976 di Bill Withers , specificando che la versione del pezzo fosse quella di Mario Biondi, artista italiano molto amato negli Stati Uniti. D’improvviso la musica di sottofondo si interrompe per far posto al brano oggetto dell’insolita richiesta. Durante l’ascolto della canzone l’americano racconta della volta in cui ha avuto l’onore di partecipare ad un concerto di Mario Biondi (chi lo sa se come spettatore o come musicista, questo è rimasto un mistero). Racconta, mangiando il gelato, del colpo di fulmine che lo ha fatto innamorare a prima vista della nostra isola. Amore che lo lega a questa terra e che lo spinge a tornare qui ogni anno, quasi come fosse caduto preda di un “mal di Sardegna”. Dopo la chiacchierata sulle note di quel brano, l’insolito cliente ringrazia e e va via canticchiando. Un uomo in bicicletta distribuisce gli auguri per il nuovo anno ai passanti, tanti sono i bambini che giocano e corrono su e giù per il Corso mentre un piccolo gruppo di studenti varca la porta della Biblioteca Simpliciana, perché la ripresa delle attività scolastiche è dietro l’angolo, e bisogna mettere il turbo allo studio in questi ultimi scampoli di tempo libero che precedono il suono della prima campanella del 2025. Gradualmente tutto torna al proprio posto, il centro cittadino e le zone limitrofe, che due sere fa hanno ospitato 50 mila persone, è tornato in un batter d’occhio agli “antichi splendori” pre concerto. Ci sono ancora le luminarie che rimarranno attive fino all’epifania …che tutte le feste, si sa, porta via, e in un attimo è già primavera. È un nuovo anno che apre le braccia a vecchie speranze e nuovi orizzonti. Il bagaglio sulle spalle di ognuno è, probabilmente, lo stesso di sempre, ma il percorso non può che essere diverso, ricoperto di nuovi buoni propositi e desideri che sono sempre stati i propulsori del nostro incedere verso un’unica direzione, quella in avanti. Buon anno a tutti.