“In sedici anni di calcio, non avevo mai visto o vissuto nulla del genere”. Tutto si potrà dire di Manuel Gonzalez, argentino di 33 anni, ma non che sia un uomo che si nasconde o non dice quel che pensa. Il nuovo direttore tecnico dell’Olbia si presenta (senza codino) alla conferenza stampa senza nascondere a sé stesso prima che agli altri le enormi difficoltà che lo attendono nel suo compito di “raccordo tra i giocatori, il tecnico, lo staff e la proprietà”. Questo sarà il suo ruolo, che peraltro ha già esercitato alcuni giorni fa, quando i suoi ex compagni di squadra avevano deciso di non allenarsi: non lo dice apertamente, ma il suo intervento “con i ragazzi che mi rispettano, come io rispetto loro” è stato decisivo per la ripresa delle sedute, fino a oggi “quando – racconta – per la prima volta ho assistito in pace, senza i patemi d’animo del calciatore, a un allenamento che mi ha colpito per le sensazioni provate. A differenza dei giorni che hanno preceduto il derby contro l’Ilva, nei quali si coglievano tutte le avversità e una situazione non facile, ho notato nei ragazzi un clima diverso, qualcosa di positivo”. Gonzalez non lancia proclami, ma promette “lavoro, lavoro, e ancora lavoro, come ha già capito mia moglie (presente alla conferenza stampa)”. Non si nasconde dietro un dito, neanche quando gli si chiede del momento decisamente no dell’Olbia, e delle cause che stanno alla base di una situazione assurda anche dal punto di vista finanziario. “Errori ne sono stati commessi – ammette – un po’ da parte di tutti, ma, prima di accettare di passare dal campo alla scrivania, Benno mi ha illustrato il progetto, un progetto di medio periodo al quale credo. Altrimenti non avrei accettato di cambiare vita e di decidere di stabilirmi qui a Olbia, dove sto benissimo con tutta la mia famiglia”. Qual è il reparto più debole dell’Olbia? Alla domanda diretta risponde con convinzione: “La testa dei giocatori. Quella va cambiata per raggiungere la consapevolezza che la rotta va invertita. Fin dall’inizio, da calciatore diciamo esperto, mi sono subito reso conto che le cose non andavano per il verso giusto sotto tutti i punti di vista. Ebbene, ora dobbiamo navigare tutti nella stessa direzione”. Il nuovo direttore non si nasconde neanche quando si parla di rinforzi, e in particolare del gran rientro di Daniele Ragatzu. “Ci hi parlato oggi, siamo vicini all’accordo. Che possa essere disponibile per il derby? Mah, io non credo ai miracoli, ma qualche volta i miracoli possono anche accadere. È ovvio che se dovesse arrivare Daniele, sarebbe indispensabile un confronto con il mister, il giocatore, la società e il sottoscritto”.
All’incontro con i giornalisti, per espressa volontà di Gonzalez, erano presenti anche l’ex presidente dell’Olbia Francesco Sotgiu e l’ex calciatore della squadra bianca Checco Milìa, colonna portante della gloriosa “Bruno Selleri”. Chissà che il “Vecchio Lupo” (come veniva bonariamente chiamato lo storico capitano dell’Olbia). da lassù, non ci metta una buona parola non solo in vista del derby di domenica contro il Latte Dolce, ma per il prosieguo di questo campionato, tribolato come non mai.

