La Sardegna si spopola, ma la Gallura fa eccezione. Merito degli insediamenti costieri, o comunque dello sviluppo turistico. I numeri da queste parti la dicono lunga: A Olbia mancano 12 abitanti per avere 63mila residenti ufficiali (erano 61.495 nel 2024), ma, secondo i dati raccolti dalle parrocchie cittadine che tengono conto dei consumi della nettezza urbana, sono almeno 20mila in più i domiciliati in città, gli stessi che un tempo venivano definiti “i clandestini” (bisognerebbe fare in modo di rimediare a questo gap che dura da alcuni decenni). Arzachena, dall’alto di capitale della Costa Smeralda, con i suoi 14mila abitanti (l’incremento in 12 mesi è stato di 500 unità), ha superato Tempio (fermo a quota 13mila) mentre alla Maddalena si contano 10.698 abitanti. I comuni costieri come San Teodoro, Budoni, soprattutto Loiri Porto San Paolo, Golfo Aranci e Santa Teresa hanno fatto registrare un buon incremento di popolazione rispetto all’anno precedente, in netta controtendenza con il preoccupante fenomeno dello spopolamento che purtroppo interessa gran parte della Sardegna. E sullo sfondo di queste cifre, i galluresi (ma anche una parte del Monte Acuto) si preparano a far rinascere la provincia del Nord Est, il cui ruolo potrebbe diventare importante come cuscinetto nei rapporti non sempre idilliaci tra Comuni e Regione. A primavera il nuovo ente dovrebbe vedere la luce anche se non si usa ancora se e in quale modo la legge attuale (che non prevede l’elezione diretta del presidente, come avviene per i sindaci) verrò  modificata e i 160mila residenti confidano molto nelle risorse da impiegare soprattutto nel campo della scuola e della viabilità.