Antonio Loriga potrà continuare a far parte del cda del Cipnes? La sua sorte, nominato il 7 dicembre scorso dalla Provincia (provvedimento di Rino Piccinnu) nel consiglio d’amministrazione dell’ente di Cala Saccaia conoscerà alle undici e mezzo del mattino del 7 maggio prossimo, giorno in cui il Tar ha fissato l’udienza pubblica per prendere in esame il ricorso presentato dall’ex presidente dell’ente, Gianni Sarti, “disarcionato” il 24 novembre. I legali di quest’ultimo, gli avvocati Massimo e Flaviano Lai, nel ricorso hanno sostenuto che la nomina di Loriga fosse illegittima in quanto non potrebbero ricoprire quel posto i consiglieri dei Comuni (facenti parte del Cipnes: gli altri sono Buddusò e Monti) con popolazione superiore ai 15mila abitanti. La nomina in ogni caso non è sospesa come forse sperava Sarti: la decisione nel merito la si conoscerà tra qualche mese. Domanda: e nel frattempo cosa accadrà? Si andrà avanti senza presidente, visto che l’elezione del legale rappresentante dell’ente non è stata fissata? La risposta agli esperti di diritto amministrativo.
Non è la prima volta che qualcuno ricorre al Tar per chiedere la revoca di un atto. C’è infatti il precedente illustre di Settimo Nizzi che, nell’aprile del 2016, fu costretto a lasciare la presidenza del Cipnes dopo la sentenza del Tar che aveva respinto il suo ricorso contro il provvedimento che aveva portato nel cda l’allora ammimistratore della Provincia Giovanni Carta. In quell’occasione, il tribunale amministrativo diede torto anche alla consigliera comunale (scomparsa alcuni anni fa) Patrizia Bigi, nominata nel cda in rappresentanza degli imprenditori. Nizzi aveva contestato la procedura e dunque puntava all’annullamento dell’elezione alla massima carica consortile dell’imprenditore edile Mario Gattu. Che, guardacaso, è stato il predecessore di Gianni Sarti, a suo tempo nominato dalla Provincia in seguito alle forti pressioni dell’allora governatore Christian Solinas, dell’ex assessore regionale Quirico Sanna, dell’ex consigliere regionale Giovanni Satta e, ovviamente, con il consenso di Settimo Nizzi. Il primo cittadino di Olbia, all’ultimo momento, per ragioni di realpolitik, aveva dovuto comunicare con rammarico a Livio Fideli, principale candidato alla guida dell’ente al punto da farsi (ri)vedere in pubblico come è accaduto in occasione della presentazione del piano di assetto idrogeologico, l’impossibilità a poter mantenere l’impegno di piazzarlo sulla poltrona più importante del Cipnes.

