Ma che succede nel Pd gallurese? O, per esser più precisi, in quello di Olbia? Quali sono le nuove dinamiche (nascoste), anche alla luce della recente adesione di due leader di peso come Giuseppe Meloni e Gian Piero Scanu alla corrente (che nessuno si offenda o si scandalizzi, perché di corrente si tratta) al movimento di Graziano Delrio? Le domande non sono del sottoscritto, ma c’è sempre qualche buontempone (del Pd) che alza la cornetta e chiede, così per sapere. Se si cerca una risposta poco poco ufficiale, si sbatte contro un muro. Un classico: meglio tacere. E allora non resta che cercare di capire, con la dovuta cautela e la promessa di non rivelare la fonte pena una violenta tortura, come butta. Il primo interrogativo riguarda Nardino Degortes, che non ama essere né citato né tanto meno fotografato, ma questa volta bisognerà pur accettare che si parli un po’ di lui, un elemento che comunque fa politica da un bel po’ e la fa per tante ore al giorno. Anche Degortes seguirà Meloni nell’avventura di Delrio (ma anche di Prodi e Castagnetti, due… giovanotti ancora con tanta voglia di fare)? Pare che l’ex assessore regionale stia pensando a lungo non tanto e non solo a questo aspetto, ma a tutto ciò che è in divenire tra i Dem. Lui è talmente intelligente da aver capito da un pezzo che Gian Piero Scanu vuole dimostrare all’universo mondo che Giuseppe Meloni, notoriamente una creatura di Degortes anche in virtù dei rapporti con il suo compianto genitore (socialista fino al midollo, uomo abile e dotato di un fiuto incredibile), è molto più vicino a lui (e non al suo mentore) più di quanto i compagni (si usa ancora dirlo?) pensino. Chi scrive, ha un’opinione in merito e per ora non la rivela perché si tratta di qualcosa di personale, però siamo convinti che – a prescindere dal fatto che sia veramente così – a Degortes interessi fare lo gnorri, e lasciar credere a Scanu tutto quello che vuole credere, senza polemizzare. La decisone di aderire in modo plateale alla corrente nata per indebolire (e far fuori) la segretaria nazionale Elly Schlein dunque è subordinata ad altre valutazioni, in primis al rapporto con Giuseppe Meloni, che è sempre il vicepresidente della Regione e soprattutto un pezzo importante del Pd. C’è un altro fattore però che ruota sempre attorno al Pd e anche in questo caso c’entra Gian Piero Scanu, il quale il 19 settembre dell’anno scorso è stato nominato dalla giunta regionale, per espresso volere di Alessandra Todde e di Meloni, commissario straordinario della Provincia di Sassari (detto per inciso, pare stia incontrando non poche resistenze da parte dell’establishment sassarese nella delicata fase del passaggio di… consegne, di poteri, e di territorio, tra l’esistente e il nuovo ente territoriale). Insieme con l’ex parlamentare, il consigliere comunale di Olbia Rino Piccinnu è stato nominato amministratore straordinario dell’ex provincia Olbia-Tempio (il passaggio di consegne con il subcommissario Pietro Carzedda è avvenuto il 23 settembre), che si è messo subito a lavorare per diverse ore al giorno e non fa ammuffire nell’armadio la fascia azzurra che indossa con disinvoltura nelle occasioni importanti. L’ha fatto anche ieri, durante l’inaugurazione della strada Sassari-Olbia, partecipando attivamente anche al taglio del nastro (le foto, con lui sorridente, lo dimostrano).

Rino Piccinnu (Pd), il traghettatore della nuova Provincia

Domanda: come mai, a quella cerimonia non ha partecipato anche Gian Piero Scanu? Come amministratore della Provincia di Sassari aveva mille titoli per essere presente, visto che si tratta dell’arteria più importante del nord Sardegna, definita dall’assessore provinciale Antonio Piu “la più sicura della Sardegna”? Sembra che la sua assenza non sia stata casuale. Eh sì perché Scanu non sarebbe troppo contento del rapporto – diventato molto stretto e cordiale, più di quanto non lo fosse non molto tempo fa – tra Rino Piccinnu e il sindaco di Olbia Settimo Nizzi. I due – con la scusa che tra le istituzioni bisogna che regni l’accordo e non lo scontro – si vedono e si sentono spesso e non perdono occasione per sottolineare l’esistenza di un clima disteso e improntato al massimo della collaborazione tra i due enti. E questo, sommato al fatto che in qualche occasione Piccinnu abbia votato in consiglio comunale in modo differente dal Pd, non piace a Scanu.

Del resto dei Dem, si sa poco o nulla. Nella sede del partito, un mesetto fa, si è notata un po’ di animazione solo perché c’era il tesseramento (anche Giuseppe Meloni si è ritagliato una fettina del suo tempo che lo vede girare in lungo e in largo la Sardegna) per farsi vedere, ma non si notano prese di posizione significative sulle questioni più importanti della città, né paiono memorabili i contenuti dei Dem nelle sedute di consiglio comunale, alle quali di recente non partecipa più la stessa Ivana Russu, che probabilmente non sarà felicissima non solo perché continua a essere esclusa da ogni tipo di nomina, ma anche i suoi compagni – o una parte di essi – ha come obiettivo quello di disarcionare Elly Schlein, per la quale la Russu stravede.