Chi vince ha sempre ragione. E l’Olbia ha vinto soffrendo, per cacciarsi almeno un po’ dai guai. Tre gol fatti – uno del giovane Rizzo (2006) che ha avuto il merito di sbloccare subito (9′) un match complicato, un altro del tosto difensore centrale Buschiazzo (di testa, su punizione di Ragatzu), il terzo di De Grazia che è pur sempre una garanzia – e due segnati dall’Anzio sono il bilancio della giornata che sarà sicuramente ricordata per la gran rentrée di Daniele Ragatzu (subito titolare) e di Roberto Biancu (subentrato a uno spento Furtado al 59′) che, solo per la loro presenza, oltre che per le indiscusse doti tecniche, hanno fatto la differenza. Manca la controprova, ma senza di loro in campo – con un Arboleda super, un Rizzo molto positivo (che ha spedito alle stelle la palla del 4-2) assieme a Costanzo e Maspero – forse l’Olbia sul 2-2 non avrebbe trovato la forza, il carattere e le motivazioni per acciuffare i tre punti. Ossigeno puro in vista dello scontro diretto di domenica prossima contro il Monterotondo che precede i bianchi di tre lunghezza nella zona playout. C’è comunque da sottolineare che il primo tempo dell’Olbia ha meritato tutti gli applausi ricevuti prima, durante e soprattutto dopo la partita. Ragatzu ovviamente è stato il più festeggiato, Biancu ha avuto la sua parte mentre il coro degli ultras per l’allenatore sapeva poco di calcio ma era ispirato ad altre imprese lontane dal tappeto erboso.

La partita in ogni caso può andare in archivio con l’accompagnamento di un sorriso e può essere collocata nella collezione dei momenti più felici, in questa tribolata stagione. Ma c’è un però sul quale la società e soprattutto il tecnico dovranno lavorare, ora che il pacchetto difensivo è stato rimesso a posto con l’innesto di Buschiazzo che fa coppia con Pani, con Petrone e Arboleda che completano la linea a 4. Si beccano troppi gol. Eppoi, attenzione al passaggio tra il 4-2-3-1 con cui si è partiti, e il 3-5-2 con cui si è chiusa la gara dopo l’inserimento di un altro difensore (Lucarelli al posto di De Grazia) per quello che una volta veniva definito “catenaccio”. È sempre un’arma a doppio taglio, quella di dover difendere con tutta la squadra (o quasi) un risultato strappato con i denti, dopo essere stati rimontati di due gol. La mossa ha pagato, ma nella linea a 5 del centrocampo gli esterni Arboleda e Petrone hanno accusato la fatica. Bene invece la coppia Rizzo-Maspero, in mediana davanti alla difesa, e Ragatzu (prima che diventasse unica punta e… cedesse il suo posto a Biancu) dietro a Furtado, con De Grazia e Costanzo esterni con piede opposto (nella seconda parte della gara le posizioni si sono invertite). Non benissimo, si diceva, il terminale d’attacco: Della Salandra avrebbe potuto contendergli il posto da titolare, ma la scelta è stata diversa. Un’ultima nota per il portiere Di Chiara: ha colpe sul 2-2 di Di Mino, ma al 94′ è stato strepitoso nel dire no a Bartolotta, evitando così un clamoroso 3-3. Nel dopopartita hanno parlato Rizzo (contento per il gol, un po’ meno per il mancato raddoppio) e Costanzo. Soprattutto quest’ultimo ha sottolineato che “la classifica non dice la verità perché la squadra, anche in virtù dei nuovi arrivi che ci daranno una grossa mano, merita sicuramente un’altra posizione più consona al suo valore”.