Quando le sfavillanti luci della elegante movida estiva si spengono, i luoghi della vacanza vanno inesorabilmente in letargo, ma c’è un ente autonomo che rimane sveglio e attivo 365 giorni all’anno. Parliamo del consorzio del borgo di Porto Rotondo. La storia di cui vogliamo occuparci inizia con un ricorso da parte di 35 consorziati datato 2023 e accolto dal Tribunale amministrativo della Sardegna, con sentenza emessa nel 2024. I consorziati richiedevano al comune di Olbia di far fronte a un proprio obbligo, ovvero quello di provvedere alla presa in carico di tutte le opere di urbanizzazione realizzate a Porto Rotondo, visto che il suo territorio appartiene al 100 per cento alla città gallurese; opere da sempre gestite, dal punto di vista economico e materiale, unicamente dal Consorzio. L’esito della sentenza era prevedibile poiché in linea dal punto di vista giurisprudenziale, si legge in una dichiarazione del presidente Salvemini rilasciata poco tempo fa , ma per la pietra preziosa del comune di Olbia, si potrebbero aprire nuovi scenari che modificherebbero alcuni suoi consolidati aspetti. Moro Seduto ha intervistato Paolo Manca, segretario generale del Consorzio di Porto Rotondo.

Come si traduce concretamente la sentenza per l’ente e per Porto Rotondo?
“Ricordo che il Consorzio nasce nel 1969 da un’ispirazione dei fratelli veneziani Nicolò e Luigi Donà dalle Rose che conoscevano la Sardegna e l’amavano già dal 1951 . L’intento era quello di gestire lo sviluppo urbanistico e residenziale del villaggio, realizzando tutte le infrastrutture con una particolare attenzione agli aspetti architettonici, ornamentali, ambientali ed ecologici. Oggi, l’ente è un importante valore aggiunto che si occupa, oltre che delle suddette attività, direttamente e indirettamente anche della protezione del valore degli immobili dei consorziati, dando servizi precisi, di qualità e puntuali affinché lo standard di uno dei luoghi definito più affascinanti del mondo, rimanga costantemente elevato. Ciò che potrebbe succedere è che tutti i servizi che passerebbero al comune di Olbia, seppure di buona qualità, potrebbero avere modi e tempistiche di attuazione diversi rispetto a quelli erogati da un ente privato. Il Consorzio così modificato, diventerebbe un pò più “snello” dal punto di vista economico, con il conseguente alleggerimento dei consorziati dalle spese annue sacrificando parzialmente la sostenibilità e il mantenimento degli elevatissimi standard garantiti dallo stesso fin dal 1969″.
Quanti sono i consorziati di Porto Rotondo e come è stata accolta la sentenza sul ricorso dagli altri soci ( ovvero dalla maggioranza)?
“Al momento siamo a circa 2.500, a partire dai proprietari di appartamenti fino ad arrivare ai possessori di ville prestigiose. Durante l’ultima partecipata assemblea che si è svolta a Milano nel mese dicembre, è stata votata all’unanimità la ferma volontà dei numerosi soci presenti di far proseguire l’attività del Consorzio, nel rispetto delle regole stabilite dalla sentenza e in accordo con il comune di Olbia”.

Il lavoro del Consorzio si limita alla sola stagionalità?
“In realtà questo è un luogo comune e sono contento di aver l’opportunità di svelare il “mistero “ (Paolo Manca s’infervora mentre risponde su questo aspetto). Il lavoro più impegnativo dell’ente inizia proprio quando viene calato il sipario della stagione delle vacanze, perché è da quel momento in poi che si organizzano tutte le attività e i servizi che verranno forniti d’estate. Ad esempio la manutenzione straordinaria del verde, le pulizie periodiche sulle griglie di scolo per le acque piovane, la manutenzione ordinaria e straordinaria sulle fosse di sollevamento sulle pompe degli impianti fognari, i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sull’illuminazione di strade e vialetti le pulizie quotidiane, la costruzione di nuove opere, senza dimenticare l’attività di vigilanza che opera h 24 tutto l’anno. Tutto questo affinché Porto Rotondo sia in ordine ed efficiente dal periodo di Pasqua in poi”.
Quali sono le altre attività di cui si occupa il Consorzio ?
“Porto Rotondo ha una connotazione artistica, storica e culturale che poche altre località possiedono. A Punta Nuraghe, ad esempio dove è presente la torre, il Consorzio ha promosso e finanziato gli scavi con la soprintendenza, e grazie a questa occasione abbiamo scoperto che quella che è stata archeologicamente da sempre identificata come torre nuragica è, in realtà, una torre punica, struttura indispensabile per segnalare l’avvistamento di pericoli dal mare. Un monumento unico, senza confronti nell’intero bacino occidentale del Mediterraneo. Altro punto di attività del consorzio è la promozione dello sviluppo turistico di qualità e la salvaguardia dell’ambiente. Il “Mario Ceroli” è l’unico teatro funzionante in tutto il territorio comunale, e anche in questo caso, il Consorzio è attivo nella manutenzione in accordo ed in convenzione con il Comune di Olbia. L’ente si occupa inoltre della programmazione degli eventi estivi, che richiede economicamente un impegno di circa 300 mila euro all’anno, oltre che dell’assistenza sanitaria di base, visto che il borgo è dotato di un polo medico di cui ci occupiamo. Questo prezioso servizio sopperisce alle carenze delle guardie medico-turistiche durante la stagione estiva, alleggerendo indirettamente anche il Pronto Soccorso cittadino che d’estate viene preso d’assalto dai turisti di tutta la Gallura ed oltre”.
Quali saranno i primi passi che il comune di Olbia dovrà fare per prendere in carico la gestione delle infrastrutture?
“il comune dovrebbe provvedere a fare la mappatura delle infrastrutture, vedere quali lavori ci sono da fare e realizzarli. Per far questo ci vorrà del tempo, ma le attività prestabilite sono già state avviate. Il Consorzio continuerà ad esistere e a lavorare in accordo con il Comune di Olbia, modificando le proprie attività, adeguandole alle indicazioni della sentenza. Il Comune potrebbe decidere di occuparsi solo di alcune cose, quelle indicate in sentenza, lasciando al consorzio l’autonomia che ha sempre avuto su tutte le altre.


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