Piena solidarietà a Gian Piero Scanu e un appello al rispetto della magistratura, delle garanzie previste dall’ordinamento e della storia politica e istituzionale dell’ex parlamentare. La Federazione provinciale gallurese del Partito Democratico, la segreteria cittadina e il gruppo consiliare di Olbia intervengono con decisione sulla controversia giudiziaria relativa alle indennità percepite da Scanu durante il suo incarico di commissario straordinario della Provincia di Sassari, invitando a mantenere equilibrio nel dibattito pubblico.

Il Pd gallurese sottolinea la necessità di distinguere le questioni giuridiche, sulle quali si è pronunciato il Tribunale di Sassari e che potranno essere ulteriormente esaminate nei successivi gradi di giudizio, dagli attacchi personali che hanno accompagnato la vicenda. Il rispetto delle decisioni della magistratura, evidenzia la Federazione, non esclude il diritto di Scanu di far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti.

Tra gli elementi richiamati dall’ex parlamentare figurano la conoscenza della sua condizione di pensionato al momento del conferimento dell’incarico e l’equiparazione del trattamento economico a quello previsto per funzioni di analoga responsabilità. Aspetti che, secondo il Pd, meritano attenzione, senza anticipare valutazioni sull’esito della controversia.

La Federazione contesta soprattutto il rischio che una questione amministrativa diventi l’occasione per screditare un’intera esperienza politica e istituzionale. Scanu, ricordano i democratici, ha ricoperto per oltre quarant’anni incarichi di responsabilità amministrativa, parlamentare e di governo, conducendo battaglie anche su temi complessi e controversi.

In particolare, viene ricordato il suo impegno da capogruppo del Pd nella Commissione Difesa della Camera a favore della revisione della spesa militare e del programma dei cacciabombardieri F-35. Altrettanto significativa, secondo la Federazione, è stata la sua attività alla guida della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, con l’attenzione rivolta alla tutela della salute dei militari, dei lavoratori e delle comunità coinvolte nelle attività militari, comprese le problematiche legate alle servitù militari in Sardegna.

Battaglie che, per il Pd gallurese, testimoniano un impegno politico e civile che non può essere cancellato da espressioni denigratorie o giudizi sommari.

La posizione della Federazione non mette in discussione il diritto di cronaca e di critica, né la necessità di fare piena chiarezza sulla vicenda giudiziaria. L’appello è piuttosto a evitare che il confronto pubblico si trasformi in una campagna di delegittimazione personale.

Il Pd gallurese ribadisce infine la propria fiducia nella magistratura e nelle garanzie dell’ordinamento, rinnovando a Gian Piero Scanu la solidarietà e la stima politica e umana. La controversia, conclude la Federazione, dovrà essere affrontata nelle sedi competenti, nel rispetto delle decisioni dei giudici e senza pregiudizi sulla storia e sull’impegno pubblico dell’ex parlamentare.

Anche il Partito Democratico di Olbia e il gruppo consiliare esprimono solidarietà e fiducia a Gian Piero Scanu in relazione alla vicenda giudiziaria sulle indennità della gestione commissariale della Provincia, ribadendo il rispetto per la magistratura e il diritto dell’ex parlamentare a difendersi in ogni grado di giudizio.

Il PD respinge le definizioni denigratorie che riducono oltre quarant’anni di impegno pubblico allo slogan di «re delle poltrone», ricordando le battaglie di Scanu contro gli sprechi nella spesa militare, in particolare sul programma degli F-35, e il suo lavoro alla guida della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, a tutela dei militari, dei lavoratori e delle comunità sarde esposte ai rischi delle servitù militari.

Per il PD, Scanu rappresenta una figura centrale della storia politica e amministrativa di Olbia. La giustizia deve fare il suo corso, ma senza processi mediatici che cancellino una vita di impegno civile e istituzionale.

Tra gli attestati di vicinanza e di solidarietà a Gian Piero Scanu, con un ritardo di carattere tecnico di cui ci scusiamo, abbiamo scelto di pubblicare solo quelle del suo partito a livello locale e provinciale, per l’impossibilità di dare spazio ad altri enti, sindaci, amministratori in carica o del passato, singoli cittadini che hanno scelto (anche) i social per far sentire la loro voce. Siamo in tanti a conoscere la storia politica e personale di quest’uomo politico gallurese – nato a Telti, ma olbiese da sempre. Ha fatto il Borgomastro – appellativo che abbiamo personalmente coniato – della sua città, indossando la fascia tricolore per nove anni. Ha rappresentato ai massimi livelli una realtà territoriale (la Gallura, certo, ma tutta la Sardegna: basta il riferimento alla sacrosanta battaglia sulle servitù militari ) davvero complessa e articolata. Gian Piero Scanu è stato il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito durante la XVII legislatura. Sotto la sua guida, la commissione ha svolto un’approfondita attività d’inchiesta focalizzata sulla tutela della salute e della sicurezza dei militari italiani, esposti non solo all’uranio impoverito ma anche ad altri fattori patogeni come l’amianto e il radon presenti nei contesti operativi e nei poligoni di tiro.

Il diritto di cronaca e di critica, quando vengono esercitati, debbono rispettare le persone, al di là della loro appartenenza politica, senza sfociare in giudizi frettolosi, infarciti di un giustizialismo inaccettabile sulla moralità di chicchessia. Tanto più che in questa vicenda ci troviamo di fronte a un primo giudizio da parte del tribunale di Sassari. Per emettere sentenze – come insegnano la nostra Costituzione (articolo 27, comma 2) e l’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU)- bisogna attendere un giudizio definitivo. Il lavoro della magistratura va difeso e rispettato, così come la presunzione d’innocenza rappresenta un caposaldo del nostro sistema democratico. Senza se, e senza ma. (adi)