Primo punto stagionale per l’Us Olbia, nel segno dei… Fabrizi. Eh già: contro lo Sporting Paduledda di Trinità d’Agultu (marcatori Spano, Ovuefe e Ivan) è finita 3-3 con gol realizzati da Fabrizio Murgia (doppietta) e Fabrizio Saba. Se da un lato c’è da gioire per aver cancellato quell’odioso 0 dalla classifica dei bianchi, dall’altro ci sono da segnalare un paio di cosette sulle quali riflettere.

  1. I bianchi sono andati in vantaggio per tre volte e per tre volte sono stati raggiunti. Il gol che ha portato i padroni di casa a evitare la sconfitta è stato messo a segno nelle fasi finali della partita.
  2. La cosiddetta “zona Cesarini” ha penalizzato ancora una volta la compagine di Tore Melino, che domenica scorsa, a Monti, aveva regalato la prima vittoria alla Budonese. Attenzione, dunque: occorre attenzione.
  3. Tre gol fatti, ma anche tre subìti. Questo in soldoni significa che il pacchetto difensivo è da registrare, anche se – come sostengono quelli che s’intendono di calcio – la retroguardia dev’essere sapientemente protetta dal centrocampo e anche dall’apporto e la versatilità degli attaccanti. Lo staff tecnico è chiamato ad analizzare questo aspetto.

Nessuno deve drammatizzare, perché le attenuanti (quelle che conoscono tutti) non mancano, ma bisogna lavorare ancora molto per trovare il giusto equilibrio, in un torneo come questo, nel quale tutte le avversarie moltiplicano gli sforzi per battere e/o bloccare l’Olbia e il suo blasone. Non giova alla causa poi, la maxi squalifica (agosto 2027) inflitta a Mattia Murgia, per quanto accaduto negli spogliatoi dopo la gara con la Budonese. Lo staff legale dell’Olbia (Delaria e Meloni) hanno lavorato alacremente per il ricorso contro una decisione che.è apparsa davvero sproporzionata.