C’è fibrillazione, in Forza Italia. È del tutto inutile che lo si voglia negare, ma ora che è passata l’estate, le grandi manovre – ancorché sotterranee – hanno già raggiunto livelli siderali. E non siamo ancora al massimo. Tiene banco più che mai il “caso Nizzi”. A molti mesi dalla presentazione della proposta di modifica alla legge sul terzo mandato dei sindaci nei comuni con oltre 15mila abitanti da parte di una senatrice siciliana, infatti, non sono pochi a ritenere che il ritardo nell’iter a Palazzo Madama possa significare un “raffreddamento” del partito fondato da Silvio Berlusconi. A Olbia quindi cresce il partito di coloro che sperano o si augurano (a seconda dei punti di vista) che il sindaco possa ripresentarsi o meno alle elezioni 2027 (in ogni caso, i suoi amici più stretti giurano che punta a essere il più votato come consigliere comunale). Si spiega in questo modo per esempio la corsa alla visibilità (anche quella del primo cittadino), le discriminazioni nei confronti di chi dimostra di non essere allineato e coperto, il presenzialismo (spesso inutile) all’ennesima potenza, il profluvio di post o d’interviste sui social, o l’ammiccamento sfacciato verso chi può rendere pubbliche iniziative datate, solo per giustificare la propria presenza in maggioranza o nella stessa città. Nel caso in cui Settimo Nizzi dovesse essere ancora in campo, sono in tanti a ritenere di trarne vantaggio come consigliere o futuro assessore. Altri, nell’ipotesi contraria, vedrebbero aumentare l’ambizione di prendere il suo posto a capo della coalizione di centrodestra. I candidati (uomini e donne) a indossare la fascia tricolore ci sono, eccome se ci sono, ma la pattuglia si è molto assottigliata e oggi gli esclusi da questa competizione debbono domandarsi la ragione delle loro scarsissime possibilità di essere ripescati. Nomi? C’è tempo per farli. Sempre che- con questo consociativismo imperante – sia ancora consentita la libertà di espressione e garantito il diritto di critica, oltre a quello di cronaca.

Possiamo invece azzardare quelli che invece aspirano a occupare incarichi di governo, leggi assessorati futuri. In primis l’attivissima Simonetta Padre, Nino Sanciu (assessore ombra al Bilancio, in quanto presidente di commissione), e l’avvocato Cristina Mela.