Un sensore sottocutaneo per il monitoraggio continuo della glicemia con una durata di dodici mesi. È la novità introdotta a Olbia dall’Unità operativa di Diabetologia e Nutrizione clinica, che nei giorni scorsi ha eseguito il primo impianto di questo tipo in città, il secondo in Sardegna.
La procedura ha interessato una donna olbiese di 61 anni, insulino-dipendente dall’adolescenza, che da circa tre anni utilizza con successo i sensori sottocutanei. L’intervento è stato effettuato in ambulatorio nella struttura sanitaria San Giovanni di Dio dall’équipe diretta dal dottor Giancarlo Tonolo.
La principale innovazione riguarda la durata del dispositivo: finora i pazienti potevano scegliere sensori sottocutanei con un’autonomia massima di sei mesi. Il nuovo sistema consente di raddoppiare questo intervallo, riducendo la frequenza degli interventi di sostituzione e alleggerendo così il carico legato alla gestione quotidiana del diabete.
«Il dispositivo viene inserito sotto la pelle, nella parte alta del braccio, attraverso una procedura ambulatoriale breve e in anestesia locale», spiega Tonolo. «La durata di dodici mesi riduce significativamente la necessità di sostituzioni rispetto ai sensori semestrali e a quelli esterni, che devono essere cambiati all’incirca ogni quindici giorni».
Il sistema permette di seguire costantemente l’andamento della glicemia, trasmettendo i dati in modalità wireless allo smartphone del paziente. Tra le caratteristiche del dispositivo figurano anche una maggiore affidabilità nel rilevamento degli episodi ipoglicemici, con avvisi discreti attraverso vibrazioni, e la possibilità di rimuovere il trasmettitore quando necessario. L’adesivo a base di silicone è inoltre studiato per ridurre il rischio di reazioni cutanee.
Un passo avanti anche per la telemedicina
L’innovazione tecnologica rappresenta un’opportunità anche sul fronte dell’assistenza a distanza. La disponibilità continua dei dati consente infatti al personale sanitario di valutare, anche da remoto, eventuali criticità segnalate dai pazienti.
«Il sistema ci permette di proseguire nel percorso di sviluppo della telemedicina, offrendo la possibilità di valutare in tempo reale, anche a distanza, gli eventuali problemi riferiti dal paziente», sottolinea il direttore della Diabetologia.
I sensori sottocutanei hanno già contribuito a migliorare la quotidianità di molte persone con diabete, riducendo alcuni dei disagi legati al controllo della glicemia e favorendo una maggiore libertà nella vita personale e sociale.
«Il raddoppio della durata dei sensori costituisce un ulteriore valore per l’efficacia dell’assistenza e per la ricerca di soluzioni meno invasive, capaci di ridurre l’impatto della patologia anche sul piano psicologico», conclude Tonolo.
L’impianto eseguito a Olbia segna così un nuovo passo nell’introduzione di tecnologie che puntano a rendere la gestione del diabete più semplice, continua e compatibile con le esigenze della vita quotidiana.

