Un lenzuolo bianco con la scritta CIAO ERNESTO VECCHIO CAPITANO DI UNA GRANDE OLBIA. E giù un fiume di applausi, con i cori intonati dagli ultras della Curvamare che inneggiano alla sua memoria di gladiatore insuperabile, di uomo buono fuori dal tappeto erboso com’era “cattivo” quando c’era da contrastare un avversario che si era messo in testa di far gol alla “sua” Olbia. Di fronte alla chiesa della Salette, dopo la messa officiata da don Gianni Sini, come d’incanto poco prima di mezzogiorno ha smesso di piovere: anche questo è stato un segnale preciso del cielo, giusto per consentire ai giovani sostenitori dell’Olbia (molti di loro, forse, non hanno mai visto giocare Ernesto) di scandire il suo nome parola per parola, sottolineando il suo valore di uomo-squadra e di Capitano coraggioso, e inarrivabile. C’erano i giovani a salutarlo, ma c’erano moltissimi olbiesi (e amici di Buddusò e del circondario) con i capelli bianchi per accompagnare nel suo ultimo viaggio questo piccolo grande eroe, scomparso a 65 anni per colpa di un maledetto infarto.

Ecco Sergio Bagatti, allenatore storico ma anche attaccante con la maglia bianca cucita addosso, che racconta un episodio inedito: “Signor arbitro, l’ho appena sfiorato“; così si era giustificato Truddaiu con l’arbitro mentre l’avversario mostrava al direttore di gara una coscia piena di sangue, alla quale mancavano.. due etti di carne. Elencare chi ha sfidato Giove Pluvio per rendere l’estremo saluto a Ernesto è impresa ardua. Proviamoci, scusandoci in anticipo con chi non abbiamo individuato. Ecco Giuseppe Leggieri (amico personale al di là del pallone), Pinuccio Petta, forse il difensore che può stargli più vicino come caratteristiche, l’ex presidente e memoria storica dell’Olbia Francesco Sotgiu, Michele Moro, Nanni Secchi, Marco Leoncini, Massimo Mariani, Armando Farina, Mario Degortes “Furrone”, Giovanni Zoroddu, Libero Canu, Domenico Ogno (da Santa Teresa con amore), l’ex presidente dell’Olbia Pino Scanu, l’ex patron dell’Olbia Mauro Putzu, Antonello e Gigi Bagatti, l’ex vicepresidente dell’Olbia Nino Spano, Gavino Sanna (autore delle foto che fanno da corredo a questo articolo), Franco Marongiu Pelè, Ninnino Are, Domenico Uscidda, Mario Giua, Gianni Spanu, Tore Spano “Ruggine”. C’era anche un pezzo di politica nelle persone del vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni, il consigliere regionale Angelo Cocciu, i consiglieri comunali Antonio Loriga e Pietro Carzedda. Insomma, i rappresentanti di un’olbiesità diffusa e spalmata in alcune generazioni che al calcio cittadino hanno dato una parte di sé stessi, o per aver indossato quella magica maglietta bianca o per averne decanto le gesta, oppure per averla sostenuta dagli spalti del “Nespoli” e di molti altri stadi d’Italia. Chi non c’era, ha inviato un pensiero. Ne citiamo uno, proveniente da Napoli: quello dell’ex attaccante dei bianchi Gigi Molino: “Giornata triste, notizia terrificante quella della scomparsa di Ernesto. Non potrò mai dimenticarti. Voglio ricordarti con quella fascia sul braccio, orgoglioso e fiero della maglia bianca che portavi sulla pelle. Sei stato un esempio per tutti noi, di quella mitica Olbia. Sarai e resterai sempre il mio capitano. Ti voglio bene ovunque tu sia, Ernesto”.
Un pensiero speciale, infine, alla moglie Anna, al figlio Francesco, alle figlie gemelle Alessia e Simone, ai fratelli e alle sorelle. Un silenzio composto, il loro. Anche questo merita un applauso scrosciante. Che la terra sia lieve a Ernesto Truddaiu, Capitano e uomo buono.


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