Architetto Enzo Satta, chi era l’Aga Khan?

“Un uomo illuminato, visionario (nell’accezione in lingua inglese visionary), carismatico. Uno dalle mille idee che guardava avanti ed era straordinariamente concreto”.

Eccolo, il progettista del Master Plan, il professionista sardo (è nato a Buddusò) di fiducia del principe ismailita che ha conosciuto quando era poco più di un pischelletto, con in tasca una laurea presa alla “Sapienza” di Roma, prima di prenderne un’altra all’Harvard University di Boston (1979-1982). “Era il 1972 – ricorda il professionista (che, detto per inciso, è il padre della celebre Melissa) -, avevo lavorato per un paio d’anni in Sud Africa e quando lo incontrai, fui colpito dalla sua visione strategica, presente fin da allora, di voler realizzare in Sardegna, in Costa Smeralda, un progetto di turismo integrato che sarebbe stato d’esempio per tutto il mondo”.

Voleva fare tutto da solo, il principe?

“Ma no, assolutamente: si doveva marciare in completo accordo con i Comuni interessati, in particolare Arzachena, ma anche Olbia, e con la Regione“.

Molti sostengono che l’abbiano fatto scappare dalla Sardegna, a furia di dirgli di no, soprattutto alla sua ultima versione del Masterplan alla quale lei stesso ha lavorato. Concorda?

“No, non è corretto affermare che sia stato cacciato. Io penso invece che non siano stati capiti il valore e l’importanza di quel progetto che andava perfezionato e completato, secondo la sua lucida visione che, appunto, non è stata compresa”.

All’epoca si sostenne disse che c’era troppo cemento…

“È sbagliato anche questo giudizio. Si trattava invece del completamento della Costa Smeralda, che avrebbe arrecato benefici ancora maggiori a tutta la Sardegna”

Tipo?

“Un esempio su tutti: la stagionalità. Se avessimo potuto realizzare quanto progettato con adeguate infrastrutture, avremmo evitato di dipendere solamente dal periodo ‘balneabile’, come càpita anche ora, con le massicce presenze di turisti che affollano la Sardegna solo per due-tre mesi all’anno. Tutta l’isola ne avrebbe potuto trarre vantaggio”

ll principe però non si è perso d’animo e ha continuato a investire in mezzo mondo: Europa, Asia, Africa. Lei stesso è stato coinvolto. Lo faceva da capo religioso o da imprenditore privato?

“Tutt’e due le cose. In Spagna, a Ibiza, ad esempio, ha operato come privato, mentre in Tajihistan, come in altri Paesi, ha realizzato opere importanti come ‘mission‘ umanitaria legata al suo ruolo di guida spirituale. In Mozambico, Paese a maggioranza cattolica, ha contribuito a migliorare il tenore di vita degli abitanti con interventi sul sociale, creando lavoro, opportunità di ottenere microcrediti. Di fare del bene, insomma”.

E lei era sempre presente

“Beh, sì, ho avuto questa fortuna che mi ha consentito di girare il mondo, e di lavorare sodo per un uomo dotato di carisma e di enormi capacità”.

Da Porto Cervo pare mancasse manca dal mese di luglio 2020: le sue proprietà smeraldine si sono sensibilmente assottigliate, dicono gli siano rimaste lo Yacht Club Costa Smeralda e villa Cerbiatta, la sua residenza.

“Anche questa non è un’informazione esatta: la Cerbiatta non è una villa, ma è composta da tre ville. Eppoi esistono altre proprietà, ville, uffici …”

“È morto a Lisbona, dove risiedeva e dove c’era il suo quartier generale. Come mai il Portogallo dopo tantissimi anni ad Aiglemont, nella banlieue di Parigi”.

“Soprattutto per il clima molto più favorevole a una persona di una certa età. Parigi è bellissima ma dal punto di vista climatico non era il posto ideale per uno come il principe, non più giovanissimo, che tra l’altro amava il mare in modo viscerale”

Rahim Aga Khan il secondogenito di Karim

Al suo posto, come cinquantesimo Imam ereditario dei musulmani sciiti ismailiti, discendente del profeta Maometto, ora c’è Rahim Aga Khan, secondogenito di Karim. Lo conosce?

“Certo, lo conosco molto bene, così come conosco bene gli altri figli”.

Perché è stato scelto lui?

“Lo sapevamo un po’ tutti. O meglio lo intuivamo: il padre lavorava da tempo per prepararlo a raccogliere la sua eredità”.

Cosa le mancherà di Karim Aga Khan? Quanto mancherà alla Sardegna?

“A me mancherà molto. E credo non solo a me. E sa perché?

No.

“Come uomo e per quel che ha fatto non è ripetibile”