Uniti nel dolce ricordo del principe, divisi nel momento dell’estremo saluto. Oggi sì è avuta la certezza di quanto si supponeva a proposito dei rapporti tra il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, e quello di Arzachena, Roberto Ragnedda, i rappresentanti di un territorio chiamato Costa Smeralda, anche se la stragrande maggioranza dei circa tremila ettari di territorio inventato e valorizzato da Karim appartenga ad Arzachena, non a caso una volta chiamata Arzakhan. I due, scrivevamo ieri, non si prendono, ma pare che questo sia un dolce eufemismo: oggi apprendiamo che sono proprio ai ferri corti. Con garbata segnalazione fatta arrivare al sottoscritto, infatti, il presidente del consiglio comunale di Arzachena Mario Russu (che è anche il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia) ha fatto notare che “in merito al consiglio comunale di Olbia di lunedì scorso, il Comune di Arzachena non è stato invitato. Questo il motivo per cui non c’era nessuno a rappresentarlo”.

Tutto chiaro, dunque, grazie alla notizia dataci dal numero 1 dell’assemblea municipale del comune smeraldino della quale non eravamo davvero a conoscenza (qualcuno che ad Arzachena conta assai ne dubita, ma è proprio così). Certo, si sapeva dell’esistenza di qualche malumore o di maldipancia passeggeri, ma noi non pensavamo mai che si potesse arrivare addirittura a non invitare Arzachena a una cerimonia tanto importante. Del resto, a parti invertite, c’è da rimarcare la presenza del comune di Olbia ad Arzachena, quando si è trattato di dare l’ultimo saluto al principe ismailita: Settimo Nizzi non c’era, è vero, ma al suo delegato, Vanni Sanna, non è sembrato vero di indossare la fascia tricolore (la taglia era quella giusta, e si notava da lontano che l’assessore alle attività produttive si trovava perfettamente a suo agio), e di prendere la parola. Conoscere i motivi di questa rottura tra i primi cittadini dei due centri più popolosi della provincia che sta per (ri)nascere è impresa titanica e sicuramente non giova all’unità del territoriale. La pensa in questo modo anche Fabio Fresi, uno dei tre consiglieri di minoranza di Arzachena, scuderia Pd. “È un peccato – osserva – che nel territorio, dinnanzi a celebrazioni irripetibili di questa portata, si perdano le occasioni per stare uniti. Spesso parliamo di Comunità Gallurese con la maiuscola, ma i fatti ci raccontano che le lotte di campanile sono ancora ben radicate”. Già.


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