Una partita “fondamentale”. L’aggettivo è dell’allenatore dell’Olbia e, una volta tanto, condividiamo il suo pensiero. Non ci possono essere se o ma… Vietato sbagliare, insomma, e soprattutto non ci si deve nascondere dietro eventuali alibi tipo “ma abbiamo giocato bene”. Il bel gioco, a questo punto di questo tribolatissimo torneo, serve a poco, mentre i punti equivalgono a ossigeno allo stato puro. E non c’è bisogno di sottolineare che, se manca l’ossigeno, non si sopravvive. Le dieci finali di cui i tecnico ha parlato giorni fa cominciano domani contro il Trastevere che, almeno sulla carta, non sembra un avversario irresistibile. I romani hanno 32 punti in classifica, otto in più rispetto all’Olbia, frutto di 9 vittorie, cinque pareggi e 10 sconfitte. A fronte di 35 gol segnati, c’è mettere in evidenza quello che può essere definito come il punto debole della squadra: e cioè la difesa, che ha beccato la bellezza di 38 reti. Solo l’Olbia (39), il Cos, l’Anzio e il Latte Dolce hanno fatto peggio. All’andata finì 0-0, ma oggi – come nelle altre successive cinque “finali” casalinghe – solo i tre punti sarebbero funzionali al traguardo della salvezza, che pare essere l’unico per l’Olbia dopo i proclami di inizio stagione. Nella malaugurata ipotesi che non dovessero arrivare, beh, tutto è possibile. L’allenatore (il cui contratto scade a fine stagione e non prevede alcuna clausola sulla riconferma legata agli obiettivi centrati) si sente a rischio? “Tutti gli allenatori – ha risposto – lo sono perché il loro destino dipende dai punti che riescono a fare. La mia valigia quindi è sempre pronta”. Veniamo alla formazione. Il rientro di Costanzo come titolare è stato dato per certo dall’allenatore. Il quale deve ancora stabilire se, in quale modo, e per quanti minuti impiegare Roberto Biancu, che risulta essere tra i convocati dopo aver recuperato almeno in parte sul piano fisico. Per il resto, lo schieramento è quasi scontato perché ormai il tecnico si fida di un gruppo di giocatori con i quali parte salvo poi apportare correttivi a seconda dell’andamento della gara. Si confida molto in Daniele Ragatzu, che in settimana ha avuto la febbre per un giorno, ma ha poi recuperato a tempo di record. Un gol, per lui, equivarrebbe a una sorta di liberazione e per l’Olbia vorrebbe dire davvero molto.