“Oggi è una giornata importante, molto importante”. Comincia così, dopo la notizia dell’archiviazione da parte della procura federale della Figc di un’indagine per presunti illeciti da parte di alcuni tesserati dell’Olbia calcio, un filmato di oltre cinque minuti postato sui social da Ninni Corda, che si è scagliato senza mezzi termini contro l’ex allenatore dell’Olbia (oggi del Sondrio) Marco Amelia, definito (anche nel titolo dell’esternazione) il “campione mondiale delle fake news”. Impermeabile blu, con sfondo sul lungomare (agitato) di Olbia, Corda ha sostenuto che l’ex tecnico del club gallurese a suo tempo avrebbe presentato una denuncia alla procura federale per “screditare il mio nome, inventando storie di razzismo, sostenendo che qualche giocatore si vendeva le partite e che negli allenamenti ci sarebbero stati episodi di aggressività, sempre da parte di qualche calciatore, allo scopo di mettere in cattiva luce il mio nome”.

Marco Amelia

Secondo il dirigente sportivo nuorese, che oggi non si occupa più dell’Olbia per decisione della Swiss Pro (di cui comunque rimane consulente), quelle di “un personaggio squallido come Amelia sono state solo ‘pagliacciate’ come la procura, “al termine di un’indagine condotta con la massima serietà, ha smontato una per una, confermando che nell’Olbia non è stata commessa alcuna irregolarità”. Nella sua filippica, Corda è andato anche oltre. Dopo aver sostenuto di essere stato “molto penalizzato da questa vicenda per colpa del signor Amelia che mi ha infamato”, ha dichiarato di “aver presentato una denuncia ai carabinieri contro il signor Amelia e i tre quotidiani che hanno pubblicato la notizia: non posso dimenticare l’ampio spazio dato al fatto, con il mio nome citato e infangato più volte. Oggi sono contento per l’Olbia che esce bene da questa vicenda così come ne esco bene io. Ma posso assicurare che, non avendo paura di minacce o ritorsioni, e non avendo intenzione di farmi mettere i piedi in testa da nessuno, andrò avanti fino alla fine. Mi assistono due avvocati come Agostinangelo Marras per gli aspetti penali, e Michelangelo Medda per quelli civili. Sarà mia cura – ha concluso Ninni Corda – aggiornare tutti dell’evoluzione del caso”.