In questi giorni, in Siria, il governo recentemente insediatosi, sta compiendo una terrificante pulizia etnica con migliaia di vittime. Ma la notizia è quasi scomparsa dai TG e dalla maggioranza dei giornali. Eppure solo poche settimane fa la nostra stampa esaltava l’avvento del nuovo regime e presentava i nuovi padroni come i liberatori del paese dal malefico governo del presidente Assad, reo di essere un alleato della Russia. Certo, ci dicevano, i nuovi governanti sono ex capi dell’ISIS, ma ormai hanno messo giacca e cravatta e promettono di essere fedeli alleati dell’Occidente. Prima erano cattivi, ma adesso sono diventati buoni. Contemporaneamente ci giunge la notizia che nella vicina Romania, membro di UE e Nato, sono state annullate le elezioni, perché vinte da un candidato a noi sgradito. E per tutta la prima fase della vicenda i nostri media si affannavano a giustificare la sospensione della democrazia con non ben specificate ingerenze esterne. Chissà perché, secondo la nostra stampa, dovunque si voti nel mondo, quando vincono i candidati che non ci stanno bene, allora vuol dire che le elezioni sono state truccate o condizionate, non si sa bene come, dai lunghi tentacoli di Mosca o da altre forze malefiche.
Stesso discorso per la TV, dove, tanto per fare un esempio, i bombardamenti russi in Ucraina sono presentati con dovizia di particolari e persino con immagini di bambole per terra, mentre quelli ucraini con missili Nato non si vedono mai. E non parliamo dei tre anni di questa guerra durante i quali ci sono state somministrate le notizie piu inverosimili, spesso anche contraddittorie. Prima i russi stavano per invadere l’Europa intera, poi per un bel po’ sono stati sbeffeggiati per la loro inefficienza e si diceva che la loro economia era al collasso, poi di nuovo, è cronaca di questi giorni, stanno per invadere l’Europa intera. Adesso la nuova parola d’ordine è RIARMO e tutti i giornali e tutti i TG si affannano a metterci in guardia contro il pericolo delle orde barbariche che premono ai nostri confini, con l’obbiettivo di conquistare tutta l’Europa. E velatamente cercano di abituarci all’idea che dovremo rinunciare a molta parte dello stato sociale per comprare missili e carri armati.
Certo i media sono sempre stati al servizio di interessi che, talvolta, nulla hanno a che fare con l’informazione, ma negli ultimi decenni l’indipendenza e l’obbiettività dei giornalisti e la loro permeabilità a interessi esterni è andata di pari passo con il degrado morale e culturale della classe dirigente, in Italia come nel resto d’Europa. Da decenni osservo il mondo dell’informazione e noto un progressivo processo di integrazione e concordanza tra questo e le grandi organizzazioni internazionali di cui facciamo parte, come l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea e la NATO.
Non è difficile notare come in qualunque talk show o tg televisivo, i vari giornalisti si accapiglino su tutto, ma tutti, che siano di destra o di sinistra, concordano sulla difesa a spada tratta del nostro pezzo di mondo, il cosiddetto Occidente. La partecipazione di persone con un pensiero diverso si conta sulle dita di una sola mano. E comunque vengono affiancate da un congruo numero di giornalisti “allineati”, che non rispondono alle argomentazioni del “dissidente” oppure cambiano discorso e fanno prevalere il loro numero soverchiante. D’altronde è facile osservare come i più critici verso le politiche di riarmo e verso la narrazione “ufficiale” sui conflitti in corso sono spesso storici, filosofi, professori, ex-giornalisti ed ex-diplomatici, ma quasi mai, tranne poche eccezioni, giornalisti in attività. A ogni buon conto, ci tengo a precisare che la mia riflessione non è un invito a ignorare la nostra stampa scritta e televisiva, quanto piuttosto ad esercitare il nostro spirito critico, sapendo che talvolta le fonti dell’informazione non sono così obbiettive e imparziali, come ci aspetteremmo in un paese democratico come il nostro.
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“Sui conflitti in atto, perché i giornalisti di destra e di sinistra si accapigliano su tutto ma difendono solo l’Occidente?”
In questi giorni, in Siria, il governo recentemente insediatosi, sta compiendo una terrificante pulizia etnica con migliaia di vittime. Ma la notizia è quasi scomparsa dai TG e dalla maggioranza dei giornali. Eppure solo poche settimane fa la nostra stampa esaltava l’avvento del nuovo regime…”

