Scintille in aula, oggi. Ma niente incendio perché il sindaco Settimo Nizzi dice di sé stesso: “Con gli anni, sono diventato più buono. Non mi va più di polemizzare tanto per farlo, o di arrivare allo scontro. Ma sia chiara una cosa: che finché ci sarò io, tutto quello che accade a Olbia devo saperlo e approvarlo io. E che nessuno mi accusi di non volere il bene della mia città o di non possedere una visione chiara di ciò che le occorre per diventare ancora più bella e accogliente”. Insomma, alla fine, il bel progetto, illustrato in un filmato a cura del progettista (l’architetto Taras, ringraziato anche dall’assessore Bastianino Monni) che l’ha curato, per riqualificare il Centro Matrice (così si chiama, con un nome orribile) è stato approvato con 21 voti a favore (la maggioranza più Eugenio Carbini, Davide Bacciu e Paola Tournier di Liberi) e sei astenuti (tutti del Pd). Le scintille sono state provocate da un intervento di Ivana Russu – neo capogruppo dei Dem, (ri)ospitati tutti nella stessa casa – conclusosi con un’aperta condanna “della maleducazione”, riferita al brusìo (e, si dice, anche a qualche risolino ironico) avvertito in qualche settore della maggioranza mentre lei svolgeva il suo ragionamento sulla “paternità” della misura che donerebbe a Olbia un aspetto decisamente piacevole e molto più vivibile. La reazione con i decibel più elevati è stata quella di Valerio Spano, il quale ha chiesto alla sua collega di ripensare a quella frase e quel ruvido modo di esprimersi. Ecco, in altre situazioni, sicuramente il primo cittadino – nelle sue conclusioni, prima del voto – avrebbe rincarato la dose nei confronti dell’opposizione. Nizzi non l’ha fatto, un po’ perché (forse) è diventato più diplomatico, un po’ perché Angelo Cocciu e Pietro Carzedda avevano già sottolineato il loro dissenso per la piega che stava assumendo il dibattito in aula. Va comunque segnalato che, prima della Russu, anche Gianluca Corda e Antonio Loriga, avevano sottolineato di “non essere contrari al progetto di riqualificazione, anche perché il piano del centro storico fu varato dalla giunta Giovannelli, con Carlo Careddu assessore all’Urbanistica. Ma se oggi emergono delle criticità (parcheggi, spazi per case popolari) – hanno sostenuto i Dem – abbiamo il dovere di portarle all’attenzione del consiglio comunale”. Resta comunque il fatto che per l’ennesima volta Ivana Russu ha voluto rimarcare “di non credere ai miti, come quello di Nizzi nei panni di tecnico e non di politico”. Il sindaco, come si diceva, non ha raccolto. Forse era ancora molto contento di un encomio pubblico per le sue capacità di amministratore (mai notata prima d’ora tanta enfasi da parte del capogruppo regionale di Forza Italia) di Angelo Cocciu che ne ha tessuto le lodi, sottolineando che “finché ci sarà lui, nessuno di voi lo potrà sconfiggere”.

Ultime notizie e non certo per importanza annunciate dal sindaco: tra una ventina di giorni arriverà in aula il Puc e qualche giorno prima il piano dei litorali. Ci sarà da divertirsi (si fa per dire).