La grande sfida della memoria come preziosa mappa in cui le strade indicate portano sempre e solo a un’unica destinazione: la legalità. E se la legalità è un sentimento, come ha scritto in un suo saggio Nando Dalla Chiesa, questa mattina, in piazza Elena di Gallura Olbia, davanti alla teca che racchiude ciò che resta dell’auto della scorta del giudice Giovanni Falcone, di forti sentimenti ed emozioni ce ne sono stati davvero tanti. “Dal sangue versato al sangue donato”, questo è il tema dell’evento contro tutte le mafie e per la sensibilizzazione della popolazione alla donazione di sangue, che si è svolto oggi nella città gallurese alla presenza di numerose autorità tra le quali il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania Gregorio Capasso, il sindaco Settimo Nizzi, numerosi componenti delle forze di Polizia di Stato e l’associazione di volontariato AVIS Olbia con l’autoemoteca e il personale sanitario di competenza. La mattinata era cupa e piovosa, ma i partecipanti all’evento – non solo locali, ma tanti turisti – sono stati numerosi. La teca che contiene le lamiere accartocciate dell’auto della scorta di Giovanni Falcone, che nel maggio del 1992 fu fatta esplodere a Capaci per mano della mafia, sta per essere svelata al pubblico. Il sipario si alza e le emozioni dei presenti si trasformano in lacrime che provano a confondersi con la pioggia. Un mazzo di fiori viene deposto davanti alla vetrata della teca che si proietta verso l’ingresso del municipio cittadino e un applauso liberatorio apre le porte al futuro, un futuro di speranza affinché sia la memoria di ciò che è stato a guidare il mezzo che conduce al sentimento della legalità. La teca che racchiude quella che era la Qs15, in cui hanno perso la vita gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani ed Antonio Montinaro non si fermerà a Olbia ma proseguirà il suo percorso verso altre destinazioni della Sardegna. La prossima a Nuoro. Il progetto “dal sangue versato al sangue donato“ di DonatoriNati è nato da un’idea dell’associazione dei volontari della Polizia allo scopo di sensibilizzare la popolazione alla donazione del sangue come atto di grande umanità, di civiltà che racchiude il sentimento della legalità, affinchè nessuno rimanga indietro all’interno di una società , soprattutto le persone, che a causa delle più disparate patologie sono più fragili. Il Procuratore della Repubblica ha dato anche oggi un grande messaggio con la sua presenza e la spontanea donazione di sangue presso l’autoemoteca dell’AVIS, coordinata dagli operatori sanitari, dai volontari e dal presidente Gavino Murrighile. “La giornata di oggi dobbiamo considerala un po’ come una giornata della memoria, in cui il gesto della donazione del sangue ci deve ricordare tutti gli uomini e le donne di Stato che hanno perso la vita per l’adempimento del loro dovere “. Queste sono state le parole del Procuratore Giorgio Capasso. L’evento è proseguito con un convegno al museo archeologico alla presenza di numerosi studenti durante il quale si è parlato di mafia e dell’unica arma in grado di distruggerla : la legalità. Presente per l’occasione Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro, agente di scorta di Falcone, deceduto anch’egli nella strage di Capaci. La donna, porta avanti in tutta l’Italia la testimonianza di ciò che è stato nella speranza che il passato possa essere una lezione dalla quale ripartire per la costruzione di una società migliore, sensibile e sempre più lontana da qualsiasi tipo di criminalità.



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